05/03/2021

CORONAVIRUS IN POLESINE

"Rovigo? La nostra città è pronta a ricominciare"

A dirlo i risultati del sondaggio condotto da Cna sulle attività ancora sospese

"Rovigo? La nostra città è pronta a ricominciare"

ROVIGO - A due giorni dal primo allentamento del lockdown si verifica quanto le imprese avevano affermato: le aziende sono attrezzate e pronte a ripartire. La condizione necessaria per questa ripartenza è la capacità delle imprese di rispettare i protocolli di sicurezza anti contagio sottoscritti da Governo, organizzazioni datoriali e parti sociali.

CNA Rovigo ha condotto un’indagine online presso le piccole e medie imprese della provincia di Rovigo, avviata il 23 aprile e che in una settimana ha raccolto il sentimenti di circa 200 imprese del territorio rodigino.

Il primo dato da sottolineare è che le imprese, che fremevano già da qualche settimana per riprendere l’attività, non si sono fatte trovare impreparate dall’ultimo DPCM e sono pronte ai “blocchi di partenza”: il 73% ha compreso le nuove normative per la riduzione del rischio di contagio, il 78% ha organizzato gli ambienti di lavoro e la disponibilità di mascherine ed altre protezioni arriva al 75% , Solamente l’organizzazione del lavoro rispetto a turnazione dei dipendenti e gestione delle modalità operative (52% di “pronti”) desta qualche moderata preoccupazione in più. Insomma “Le imprese sono pronte a partire, come abbiamo sempre sostenuto. Hanno investito nella sicurezza dei dipendenti e dei clienti. Speriamo che questi investimenti siano almeno in parte coperti da contributi. Le chiusure delle ultime settimane hanno pesato molto nei bilanci delle aziende", dichiara Matteo Rettore, Segretario della CNA di Rovigo.

Qualche differenziazione emerge valutando le risposte per settore di attività: elevata in particolare è la “preparazione” delle imprese di produzione, che hanno iniziato fin da subito a formarsi, anche grazie all’importante ruolo delle associazioni di categoria, sulle modalità operative del nuovo protocollo. "Abbiamo risposto a centinaia di aziende che ci hanno contattato in questi giorni per poter applicare il Protocollo di sicurezza. Molti non sono associati e molti hanno deciso di associarsi perchè hanno compreso la professionalità dell’associazione", precisa Matteo Rettore

Qualche incertezza in più emerge leggendo i dati delle imprese di servizi, a maggiore contatto con persone fisiche e dunque soggette a maggiori restrizioni, che hanno ancora difficoltà a capire operativamente come gestire il nuovo modo di lavorare sebbene abbiano qualche idea in più su come organizzare gli addetti nel lavoro. Su questa incertezza può anche incidere il fatto che l’apertura prevista così lontana nel tempo (per i servizi alle persone si parla di inizio giugno) rende protocolli di sicurezza e cambiamenti nel modo di lavorare suscettibili di variazioni.

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