06/03/2021

CORONAVIRUS IN POLESINE

Le nuove misure di sicurezza degli ospedali: termoscanner, controlli serrati e braccialetti per riconoscere gli utenti

Il dg Antonio Compostella: "Gli ospedali hanno riaperto, dobbiamo garantire i livelli di sicurezza più alti possibili, sia per i degenti che per gli operatori"

Le nuove misure di sicurezza degli ospedali: termoscanner, controlli serrati e braccialetti per riconoscere gli utenti

ROVIGO - "Gli ospedali di Rovigo e Adria sono partiti verso il ritorno alla normalità lunedì 4 maggio". Lo ha ribadito il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella. "Gli ospedali hanno riaperto, ma con molte cautele - prosegue - operiamo in presenza di coronavirus, qualunque tipo di ' contenitore chiuso', come l'ospedale, è a rischio e necessita di particolari attenzioni".

"Se prima dell'emergenza l'ospedale era ormai divenuto un luogo ad accesso libero, aperto all'umanizzazione - prosegue il direttore generale - Oggi dobbiamo farlo tornare un luogo di accesso controllato, molto controllato, con i livelli di sicurezza più alti possibili, sia per i degenti che per gli operatori".

Le entrate sarano al massimo due: una per i visitatori e una solamente per i visitatori. Si accede unicamente o solo utilizzando il badge, nel caso degli operatori, oppure previo controllo da parte del personale Ulss, con misurazione della temperatura e verifica del possesso della mascherina e dei guanti o, in alternativa, del gel igienizzante. Non solo: viene anche svolto un controllo amministrativo, per accertarsi che la persona abbia un motivo per l'accesso in ospedale che, altrimenti, sarà negato. A breve arriveranno anche i termoscanner, che renderanno più veloce la misurazione della temperatura corporea rispetto ai termometri laser.

Da venerdì arriveranno i braccialetti, blu per i visitatori e gialli per gli utenti, per rendere immediatamente riconoscibile il motivo della presenza in ospedale. "I nostri operatori - spiega il direttore - così come il personale della sicurezza saprà immediatamente che la presenza della persona è già stata verificata ed è in regola. Ovviamente, si tratta di nuove regole con le quali stiamo prendendo confidenza anche noi, quindi le procedure verranno costantemente migliorate".

"E' chiaro che questi controlli provocano rallentamenti dei flussi - spiega Compostella - ma si tratta di misure inevitabili e devo dire che in questi primi due giorni non ci sono stati problemi particolari. Ad alcune persone abbiamo spiegato per quale motivo non venissero fatte passare, ma non si sono mai verificati problemi di sorta". 

Misure simili verranno poi messe in campo anche per quanto riguarda la Cittadella sanitaria, ossia la sede degli organi amministrativi dell'azienda sanitaria, distinta dall'ospedale vero e proprio, ma anche con locali destinati a prestazioni sanitarie, come, per esempio, quelli per le vaccinazioni.

Anche per i ricoveri ci saranno nuove modalità di sicurezza. Per gli access al pronto soccorso, per esempio, qualora vi fosse qualche sospetto di coronavirus, sono state predisposte delle aree filtro, predisposte in Malattie Infettive, al settimo piano dell'ospedale e a Urologia, dove viene analizzata la situazione e viene fatto il tampone, per mandare la persona al reparto di destinazione con tutta la sicurezza del caso.

Le attività chirurgiche. Sono ripartite lunedì 4 maggio con 19 interventi alla piastra operatoria a Rovigo e 6 ad Adria.

Le attività ambulatoriali. Si sono verificati problemi al Cup, servizio che viene erogato, al momento, unicamente via telefono, con 5800 prenotazioni. Si deve ricordare che le persone che avevano una prestazione prenotata per il periodo di lockdown e che, quindi, non hanno potuto eseguire, saranno contattate dal Cup, non serve chiamino loro. Allo stesso modo, come detto, si deve ricordare che il Cup al momento è chiuso, per quanto concerne l'attività in presenza, mentre è attivo via telefono.

Visite ai degenti. Ne è concessa solo una nell'arco della giornata, per degente. "Sono considerate uno dei principali potenziali veicoli di entrata del virus in ospedale - spiega il direttore generale - la Regione sta definendo un protocollo, verosimilmente entro domani, che sarà specializzato in alcuni ospedali, per poi estenderlo a tutti. Si sta sperimentando la possibilità di chiudere, in determinati casi, alle visite, oppure di spostarle a orari diversificati. Sono più di una, insomma, le ipotesi allo studio".

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