22/10/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

"Se il lavoro ricomincia, chi avrà cura di disabili e anziani non autosufficienti?"

Questo l'allarme lanciato da Cna Pensionati Polesine

Coppia di disabili resta senza casa

ROVIGO - "Se dobbiamo tenere conto dei due ambiti particolarmente critici per il Veneto e cioè lavoro e aziende, scuole e famiglie, argomenti che sono stati evidenziati da tutti i 7 sindaci dei comuni della regione Veneto e che hanno dato mandato al presidente Anci Veneto Conte, sindaco di Treviso, di chiedere un incontro urgente con il governo, noi pensionati CNA, vogliamo sottolineare che a proposito dell'ambito famiglia certo la gestione dei figli è un argomento assolutamente primario ma vede coinvolti non solo genitori ma anche i nonni. E in previsione dell'inizio della fase 2 in questa era del coronavirus, credo che familiari come i nonni abbiano un ruolo assai impegnativo. Ripresa del lavoro, scuole chiuse e quindi ecco ancora sul fronte gestione e tutela dei nipoti, i nonni,  per quei nonni che sono in buona salute e in grado di accudire appieno i nipoti", lo spiega in una nota la Cna Pensionati.

"Ma la gestione familiare implica anche un altro aspetto che finora mi sembra passato in second'ordine: la gestione di familiari anziani o disabili di cui si è fatto carico un familiare all'interno della famiglia, quello che con un inglesismo viene definito care giver ma che non è altro che colui che si prende cura di anziani, di disabili e che rappresenta una realtà importante e che rappresenta l'unico fondamentale pilastro per l'assistenza ai pazienti stessi. In Italia all'incirca sono 7 milioni i care giver di cui il 60% sono donne tra i 45e i 50 anni e se in Europa leggi ad hoc tutelano sia il disabile  che il care giver , in Italia non esiste ancora una norma che tuteli questo tipo di assistenza. Certo abbiamo la legge 104 del 1992 che concede 3 giorni di congedo dal lavoro al mese e comprende la pensione anticipata, ma non è sufficiente, manca il riconoscimento della figura. Ci sono disegni di legge presentati in Senato dal 2014 ad oggi e ci auguriamo che entro il 2020 il provvedimento venga calendarizzato e approvato".

"Il care giver familiare non sceglie di diventarlo, lo diventa per necessità, poiché in questi anni la sanità pubblica è stata vittima di tagli di posti letto, di posti di lavoro , depotenziata la medicina territoriale, ne è derivata una mancanza di figure sanitarie a domicilio, e i care giver sono destinati a salire di numero perché la vista media si allunga, si amplia la fascia di popolazione anziana, si lavora di più è sempre più sono le donne nel mondo del lavoro. Anche nella lettera aperta inviata dal CUPLA il coordinamento delle associazioni dei pensionati che fanno riferimento alle categorie degli artigiani dei commercianti degli agricoltori, letera inviata, come dicevo, al Ministro della Salute, ai Governatori delle Regioni, agli Assessori Regionali della Sanità, si sottolinea come ancora si sia in attesa del riconoscimento legislativo di queste figure e del relativo finanziamento. A onor del vero, guardare ad una regione contermine come l'Emilia Romagna che si è mossa in anticipo nella tutela e riconoscimento di questa figura ci fa ben sperare che anche nel resto del territorio nazionale ciò avvenga".

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