05/03/2021

CORONAVIRUS IN POLESINE

"Tutte le attività locali hanno bisogno di un piano di rilancio"

La richiesta di numerosi Comuni, tra cui Rovigo, al governo

Luci spente nelle piazze per il pianeta

ROVIGO - I Comuni chiedono proposte concrete per il rilancio delle attività economiche. Una iniziativa forte e coordinata degli assessori alle Attività Produttive dei principali Comuni italiani, sotto l’egida dell’ANCI, promossa e sottoscritta anche dall’Assessore Dina Merlo con delega specifica del Comune di Rovigo, è stata realizzata con un documento unitario di proposte concrete e urgenti sulla necessità del rilancio e del supporto alle attività economiche, inviato oggi al Presidente del Consiglio. Tale iniziativa è stata sottoscritta e supportata anche dal presidente dell’ANCI Antonio Decaro, con il coordinamento del sindaco di Padova e delegato per l'Anci alle Attività produttive, Sergio Giordani.

"I rappresentanti delle amministrazioni comunali di diverse parti d’Italia - come spiega l'assessore Dina Merlo - hanno riscontrato la necessità e urgenza di una strategia organica e accompagnata da risorse e progettualità adeguate per il mondo delle micro, piccole e medie imprese dal commercio al dettaglio, dell’artigianato, del turismo, dell’agricoltura, della pesca che, già investito da un profondo processo di mutamento generato dalla grande distribuzione prima e dal commercio online dopo, ma tutt’ora presidio sociale ed economico decisivo in molte realtà locali, rischia di essere fortemente danneggiato dall’emergenza sanitaria".

"La vicinanza dei Comuni ai problemi reali delle realtà economiche e la loro capacità di intervenire nel contesto delle attività produttive, ha spinto ad una richiesta al Governo di misure economiche che consentano strumenti diversificati che vanno dal prevedere un ristoro completo ai Comuni delle mancate entrate dovute alla chiusura forzata delle attività e, in generale, la messa a disposizione di risorse che possano consentire alle Amministrazioni di attivare politiche dirette di sostegno alle attività produttive. Si sono richiesti protocolli di gestione dei flussi per tutte le categorie merceologiche delle attività commerciali e dei servizi professionali, che possano consentire di ipotizzarne la riapertura; semplificazioni amministrative che possano velocizzare al massimo la riattivazione delle attività nella nuova configurazione consentita dal distanziamento sociale in fase 2, quali ad esempio quelle relative alla modifica della distribuzione dei locali e all’occupazione di suolo pubblico".

"Le proposte dei Comuni, per le quali si chiede il supporto dello Stato, riguardano la concessione a titolo gratuito con ristoro all’Ente locale delle risorse non incassate tramite fondo nazionale specifico, del titolo di occupazione del suolo pubblico per bar e ristoranti almeno nella stagione estiva, con contestuale ampliamento delle aree esterne per garantire le regole di distanziamento sociale; l’adozione di servizi digitali per permettere a tutti i cittadini di individuare le piccole attività commerciali, della ristorazione e di servizio della propria zona che effettuano consegne a domicilio/da asporto e servizi aggiuntivi; attività di marketing territoriale che vedano l’artigianato e il commercio e i loro prodotti come componente del patrimonio culturale del Comune".

"In particolare nei piccoli Comuni a maggiore rischio di desertificazione commerciale, ma certamente Rovigo in una fase di ripresa post COVID presenta in questo senso caratteristiche di criticità, le proposte dei Comuni italiani hanno ripreso: il coinvolgimento del terzo settore nella gestione e supporto all’apertura degli esercizi; la promozione di progetti di sensibilizzazione dei giovani per garantire e preparare il ricambio generazionale, o la riapertura di esercizi commerciali chiusi; il supporto alle aziende locali del reparto agro-alimentare per l’apertura di punti vendita, anche legato a progetti di marketing e sviluppo delle tipicità".

"L’esperienza di queste ultime settimane del Comune di Rovigo, che ha permesso di organizzare la distribuzione del bonus spesa e di raggiungere una fascia di popolazione colpita dalla crisi COVID 19, ha permesso anche di sperimentare un coinvolgimento del mondo del volontariato attivo, che ha consentito tempestività e presenza sul territorio. Un modello analogo e mirato al supporto diretto e indiretto delle attività economiche richiede l’impegno dell’Amministrazione comunale, quale prima Istituzione territoriale più vicina, ma anche un riconoscimento economico specifico da parte dello Stato per consentire di poter svolgere le azioni di supporto e di tutela necessarie alla ripartenza e al mantenimento della qualità della vita nelle nostre città".

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