24/02/2021

CORONAVIRUS IN POLESINE

"Cala il contagio, ma altri due decessi nelle ultime 24 ore"

Ecco il bollettino consueto bollettino di aggiornamento sulla situazione coronavirus in Polesine commentato dal dg Compostella

La buona notizia: si svuotano le Terapie intensive

Un reparto di Terapia intensiva

ROVIGO - Un trend di contagio in calo, sia a livello locale che regionale, ma un bollettino che, per il Polesine, purtroppo parla di due decessi nelle ultime 24 ore. "A dimostrare come la Fase 2 - ha spiegato il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella - comunque dovrà essere gestita con grande senso di responsabilità. Dovremo mantenere la distanza sociale, lavarci spesso le mani, usare la mascherina in presenza di altre persone, quando usciamo, quando andiamo a fare la spesa".

Il bollettino locale. Oggi c'è il riscontro di tre nuove positività. Una bambina del 2013, del Mediopolesine, contagiata in ambito familiare, da uno dei genitori; anche gli altri due casi hanno un andamento analogo; una giovane del 1998 di Rovigo, venuto in contatto col virus in ambito familiare, il caso positivo era uno dei genitori; infine, un uomo del 1965, il padre della ragazzina, venuto in contatto col caso indice, ossia la moglie.

I contagi in ambito familiare. "Si tratta di tre persone - ha spiegato il direttore generale - poste in isolamento domiciliare tra il 12 e il 15 di aprile, sempre rimaste asintomatiche, col tampone eseguito, a fine isolamento, per verificare che fosse possibile concedere il via libera ai contatti sociali e chiudere il periodo di osservazione. Tampone risultato positivo, il che significa che nel corso del periodo dell'isolamento domiciliare i tre hanno contratto l'infezione, pur restando asintomatici, in famiglia. Quello che voglio sottolineare è l'importanza dell'opera di prevenzione che viene svolta dal personale sanitario".

I due nuovi decessi. "Sono persone che hanno avuto l'infezione nelle fasi iniziali - spiega il direttore generale - Abbiamo cercato di contenere la difusione della malattia, cercando di evitare l'esito infausto che, putroppo, si è invece verificato". Sono una donna del 1932 di Rovigo, era arrivata al pronto soccorso di Rovigo il 9 marzo, per una importante situazione clinica, era stata trasferita in Geriatria, durante il decorso aveva avuto tre tamponi negativi, l'8 di aprile, invece, aveva avuto il riscontro della positività del tampone. Il 9 aprile era stata trasferita nell'area Covid a Trecenta, si è spenta nel pomeriggio di lunedì; una donna del 1927 dell'Altopolesine, arrivata alle Malattie infettive il 20 marzo, con un quadro di sintomi compatibili col coronavirus, aveva febbre, è stato eseguito il tampone, è stata trasferita in Geriatria, il 10 aprile ha presentato un tampone positivo, è stata portata a Trecenta dove, nella notte, si è spenta. "Alle famiglie di queste due persone - ha detto Compostella - vanno le condoglianze mie e dell'azienda".

I ricoverati. Sono 38, 16 in area semiintensiva respiratoria a Trecenta, 18 nell'area medica Covid a Trecenta, 4 in Terapia Intensiva a Trecenta. "Devo anche segnalare che i due pazienti lombardi ospitati nella nostra Terapia intensiva, uno del Mantovano e uno del Bergamasco - ha detto Compostella - sono usciti dalla Terapia intensiva e stanno per essere dimessi anche dall'ospedale Covid di Trecenta".

La situazione nelle case di riposo. Non ci sono grossi cambiamenti, rispetto alla giornata precedente si riduce il numero dei positivi tra i disabili della Sacra Famiglia di Fratta Polesine, che passano da 30 a 26, con quattro guarigioni confermate dal doppio tampone negativo. Sempre a Fratta Polesine, sono due gli anziani non autosufficienti positivi, dal momento che uno è guarito.

Riepilogo. 428 casi di positività dall'inizio dell'emergenza sanitaria, 587 persone poste in isolamento domiciliare, 12.100 i tamponi che sono stati eseguiti.

Gli ospedali riprendono con visite ed esami. "Con l'avvio della cosiddetta Fase 2 - ha ribadito Compostella - anche gli ospedali andranno a riprendere l'attività che era stata ridotta durante il periodo emergenziale. Mi riferisco sia all'attività di specialistica ambulatoriale e della specialistica diagnostica, ossia le visite e gli esami diagnostici, sia anche all'attività chirurgica. Con la ripresa, quindi, anche noi riprenderemo a pieno regime l'attività, comunque con una serie di precauzioni prima sconosciute. Nei prossimi giorni illustreremo nei dettagli questo piano di ripartenza e di riorganizzazione nell'ambito della Fase 2. Dalla Regione si stanno elaborando alcune delle linee guida che dovranno poi essere applicate".

"Per quanto riguarda le visite e la diagnostica - ha proseguito Compostella - tutte le prestazioni temporaneamente bloccate durante l'emergenza saranno ricalendarizzate. Quindi, chi aveva una impegnativa per una visita o per un esame rinviato nel pieno dell'epidemia, avrà la prestazione ricalendarizzata, con la proposta di una nuova data. Da parte dei medici di medicina generale, ci sarà anche una rivalutazione delle richieste che erano state fatte in precedenza, rivalutando la classe di priorità in precedenza assegnate".

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