22/10/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

Sequestrate 300 mascherine non a norma

Grazie a un intervento della Guardia di Finanza di Rovigo a seguito dell'intensificarsi delle ispezioni verso produttori e rivenditori di dispositivi di protezione individuale

"Mascherine non a norma": scatta il sequestro

ROVIGO - Proseguendo nella costante azione di controllo tesa ad accertare il rispetto delle norme poste ad argine della grave epidemia di Covid-19, la Guardia di Finanza di Rovigo ha intensificato le ispezioni nei confronti dei produttori e rivenditori dei dispositivi di protezione individuale. Lo spiega la nota del comando provinciale di Rovigo.

"I numerosi controlli eseguiti nel settore - prosegue la comunicazione - mirano infatti a contrastare i fenomeni di frode in danno dei consumatori ovvero di accaparramento dei Dpi (dispositivi di protezione individuale) con lo scopo di determinare rarefazione e quindi aumenti ingiustificati dei prezzi, proprio nel momento in cui più forte è la domanda sul mercato. E’ nel corso di uno di questi controlli che è stato individuato un commerciante al minuto che aveva messo in vendita nel proprio negozio di ferramenta circa 300 mascherine di provenienza asiatica non conformi alle normative in vigore in quanto non accompagnate da istruzioni all’uso di qualsiasi tipo".

"I finanzieri della Compagnia di Rovigo hanno così proceduto al sequestro amministrativo e il negoziante è stato sanzionato con una pena pecuniaria da 516 a 25.823 euro per violazioni plurime al codice del consumo. E’ bene ricordare che le diverse tipologie di mascherine messe in commercio devono rispondere a precisi standard di sicurezza che non vengono meno neppure a seguito della fase emergenziale, che ha invece semplificato le sole procedure di certificazione dei dispositivi. In definitiva il consumatore deve essere messo perfettamente a conoscenza di quale siano gli standard di produzione e di protezione dei Dpi acquistati".

"E’ sempre più intensa l’azione di polizia economica finanziaria della Guardia di Finanza che con quest’ennesima operazione si pone come presidio di legalità per la tutela del mercato, della concorrenza e dei consumatori, soprattutto quelli più deboli, che spesso risultano indifesi davanti a imprenditori con pochi scrupoli".

 

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