02/03/2021

ROVIGO

"Dall’io al noi, prove di dialogo con l’Istituto Universitario Sophia"

Ecco l'ultimo incontro del ciclo “Cittadini attivi nel cambiamento della politica”

Ultimo appuntamento con “Cittadini attivi nel cambiamento della politica”

ROVIGO - Con il quinto appuntamento in calendario si chiude “Cittadini attivi nel cambiamento della politica”, ciclo di incontri promosso dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali (CDAL).

Partito in Accademia dei Concordi nello scorso mese di febbraio, il corso di formazione socio-politica si è avvalso della collaborazione dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI) ed è passato a causa dell’emergenza Covid-19 sulla piattaforma digitale, con le lezioni visibili sul canale YouTube della Diocesi di Adria-Rovigo. Relatore dell’ultimo speech, la professoressa Valentina Gaudiano, docente di filosofia che parla di “Identità e dialogo” e che si sofferma su concetto di relazione, livello di interazione e valore del dialogo stesso.

Punto di partenza della lezione l’ “io”, inteso come corpo vivo ed entità che entra in relazione con il mondo mediante il corpo: “Solo staccandoci da noi stessi e perdendo una parte della nostra individualità possiamo entrare in una profonda comunità corpo-anima. È a quel punto che tornando poi in noi risulteremo arricchiti: si chiama empatia, cioè decidere di staccarsi da sè per raggiungere interezza e pienezza donandoci agli altri”. La Gaudiano cita al riguardo Edith Stein (“Empatia è conoscere noi stessi prima che gli altri”) ribadendo come l’uomo sia fatto per la relazione, a prescindere dal livello che si raggiunge, “si tratti di un semplice sguardo o del dono estremo, quello della propria vita”.

Sono tre, per il relatore, i livelli di interazione: il contatto, ovvero lo sfiorarsi (spirituale o fisico); l’incontro, cioè guardarsi “consapevolmente e reciprocamente”; la relazione, intesa come scambio profondo e conseguente messa a nudo della nostra personalità. “Isolarci ed evitare di esporci non è la strada - aggiunge -, la relazione va sempre rischiata anche se l’altro a volte ci spaventa o spaventa la sua possibile reazione. C’è una dose di mistero in questo percorso ma soltanto così ci si arricchisce, restituendo qualcosa di noi: donare e poi ricevere permette di uscire dalla logica binaria ‘io-tu’ ed entrare in relazione per condividere valori e diventare ‘comunità’”.

Di qui l’importanza del dialogo inteso nel suo senso più alto: “È l’espressione più profonda dell’uomo, ma è necessario porre l’interlocutore al nostro stesso livello e riconoscere tutti come portatori di valori. Dialogo è dire ma anche dare, è reciprocità nell’ascolto, è un’arte che richiede appunto quella che definiamo ‘cultura del dialogo’”. Solo così, secondo la Gaudiano, è possibile quell’esercizio di umanità che permette la costruzione di dinamiche che realizzano una comunità. Infine, un richiamo al concetto di amore: “È accogliersi prima di accogliere, l’amore di sè è fondamentale e permette di amare anche gli altri, compromettersi in parte cioè mettersi in gioco ma senza mai perdersi del tutto perchè possiamo imparare anche da un rifiuto. Non si tratta solo di acquisire qualcosa ma un continuo bilanciamento tra l’ ‘in-sè’ e l’ ‘oltre-sè’”.

La lezione finale del corso, con la relazione della professoressa Valentina Gaudiano e la risposta ad alcune tra le domande poste dai gruppi di lavoro che non hanno smesso di riflettere sui temi trattati, è visibile al seguente link: https://youtu.be/ZRliJADh_as.

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