08/03/2021

CORONAVIRUS IN POLESINE

"La sanità pubblica è essenziale e va potenziata"

Così Articolo Uno Polesine in una lunga riflessione sull'emergenza coronavirus

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ROVIGO - "Emerge anche in Polesine quello che già si è visto in altre aree del Veneto e in altre Regioni: i focolai più gravi si sono estesi nei luoghi di assistenza socio-sanitaria, che accolgono anziani e disabili, compresi i reparti di geriatria, come è successo a Rovigo. Non spetta alla politica, decidere se e dove si è agito in ottemperanza delle regole previste, ma compete alla politica capire se doveva e poteva essere fatto di più e diversamente, soprattutto se si vuole evitare in futuro il ripetersi delle stesse situazioni", lo spiega in una nota Articolo Uno Polesine.

"Questo virus ci ha improvvisamente fatto capire la centralità di servizi come il socio-sanitario e la scuola. Come siano strettamente interconnessi al sistema economico e come, in tutto questo, sia fondamentale il ruolo pubblico, che a sua volta dipende dalle scelte politiche. Sociosanitario e Scuola, ma anche le funzioni delle Prefetture, della Protezione Civile, del Servizio di Igiene Urbana ed Ambientale. Tutte fondamentali nella gestione di questa emergenza. Ruoli che sono tutti funzionali al graduale riavvio delle attività, fondamentale quindi anche per l’economia e le aziende. E’ partendo da questa centralità del pubblico, che per noi è da sempre principio e valore, che si deve ragionare per definire le basi sulle quali costruire le politiche e le scelte dei prossimi mesi e anni".

"Si parla spesso di modello Veneto della sanità. Ebbene, questo modello ha indebolito proprio quelle strutture pubbliche che ora, nell’emergenza, sono state centrali per la lotta al Covid19. E’ evidente che qualcosa non funziona nel racconto di Zaia. Ma Zaia tira acqua al suo mulino e non è detto che sia lo stesso mulino di tutti i Veneti. Basta citare cosa sta succedendo in queste ore per i test sierologici, disponibili al momento solo presso le strutture private, ovviamente a pagamento. Insomma, non sempre gli interessi collettivi coincidono con le visioni e le scelte di una parte politica. E quando si tratta di pubblico, sono proprio gli interessi collettivi ad essere sul tavolo".

"E’ quindi sulle scelte fatte e su quelle future che si decide il modo in cui affronteremo i nostri prossimi anni, si decide come accederemo alle strutture, se ci saranno strutture e dove, se dovremo pagare i servizi e quanto. Si decide, ad esempio, se il Polesine, che invecchia sempre di più, sarà destinato a diventare un territorio spoglio di assistenza o se, invece, si vuole investire per incentivare capillarità dei servizi socio-sanitari. Perché chi invecchia fa fatica a spostarsi, a guidare, a recarsi nelle strutture. Perché chi invecchia spesso perde abilità fisica e psichica ed ha bisogno di servizi vicini e accessibili a tutti. Si decide anche dove tagliare e su quali servizi, come ad esempio è stato per enti preposti ai controlli della sicurezza nei posti di lavoro. Così si arriva all’emergenza con Spisal sotto-organico, in una Regione nella quale il tessuto produttivo è fatto prevalentemente di piccole e medie aziende, dove è evidente che la capillarità della presenza degli ispettori è fondamentale".

"Si inizi a rimettere risorse nel pubblico, anche partendo da piccoli importanti passi, come incrementare una rapida formazione ed assunzione di ulteriori ispettori Spisal per garantire nelle prossime settimane e nei prossimi mesi i controlli e il supporto indispensabile alla sicurezza di chi lavora. Perché questo è il ruolo della Politica: portare acqua al mulino di tutti".

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