24/02/2021

ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

L'omaggio del sindaco e della presidente dell'Anpi ai caduti per la libertà

Celebrazioni in forma ridotta, a causa del coronavirus, in occasione del 25 aprile

ROVIGO - Un 25 Aprile sicuramente diverso da tutti quelli festeggiati fino a questo momento. Con la piazza allestita a festa ma deserta, a causa delle restrizioni imposte per evitare la diffusione del contagio da Covid-19. Il primo cittadino Edoardo Gaffeo ha percorso insieme ad Antonella Toffanello, presidente ANPI di Rovigo, piazza Vittorio Emanuele II, dirigendosi verso il palazzo della Gran Guardia. Qui si sono fermati un minuto in silenzio davanti ai cippi commemorativi, dove era stata deposta una corona.

Dopo, il sindaco ha voluto osservare un minuto di silenzio anche davanti alla targa in memoria di Antonio Bonatti, vittima del fascismo, posta sotto il porticato del Teatro Sociale.

Ecco l'intervento del primo cittadino, Edoardo Gaffeo.

Il 25 Aprile rappresenta la fine di una delle pagine più tragiche della nostra storia. Oggi festeggiamo la liberazione dell'Italia dal nazifascismo, e l’avvio di quella fase di rinascita Nazionale che ci ha portati fin qui, liberi. Una ricorrenza che va celebrata, coltivata, assaporata.

Se la parziale restrizione ai movimenti di questi giorni ci sembra – ed è – un enorme sacrificio personale, noi ora possiamo solo immaginare quale sacrificio abbia vissuto l’Italia nell’essere stata privata da una dittatura feroce non solo della libertà di movimento, ma anche della libertà di parola, di opinione, di autodeterminazione, di speranza, di vita. Oggi che con spirito di responsabilità tutti noi accettiamo di vivere una quotidianità rarefatta, ed in molti casi di rinunciare alla propria attività lavorativa, possiamo solo percepire l'angoscia di non poter essere davvero liberi.

È per questo che proprio in un momento di forte disorientamento come quello che stiamo vivendo dobbiamo tutti ritrovarci nella grande lezione di Unità Nazionale che ci viene dalla Resistenza. E' vitale ricordare i valori e i principi che hanno ispirato e guidato quell’esperienza di risorgimento Nazionale, così ben fissati nella nostra Carta Costituzionale, per agire sempre con l’unico scopo del bene comune.

Ricordiamoci di non dare mai per scontato ciò per cui nell’Italia di 75 anni fa tanti uomini e tante donne hanno deciso di sacrificare la loro vita. Democrazia, libertà e giustizia sociale sono e saranno i principi fondanti della nostra vita comune, da testimoniare ogni giorno affinché la nostra comunità continui ad essere solidale, unita e rispettosa dei diritti di tutti. Libera.

Anche quest'anno, nonostante i limiti imposti dall'emergenza sanitaria che stiamo vivendo abbiano reso impossibile festeggiare il 25 Aprile con la consueta cerimonia, questa Amministrazione rende onore a quelle persone, ai loro valori e alla loro storia, depositando una corona ai cippi dei caduti presso il palazzo della Gran Guardia. Desidero che attraverso queste mie parole giunga a tutti voi l'impegno istituzionale affinché la memoria della Resistenza, del dolore e del coraggio di chi ha reso possibile la democrazia non ci lasci mai.

E se il ricordo va ai nostri combattenti, un ringraziamento particolare va a tutte le Forze Armate e le Forze dell'ordine, impegnate quotidianamente a far sì che quella conquista non vada perduta.

Dobbiamo fare tutto il possibile affinché il prezioso insegnamento del 25 Aprile non vada disperso, tramandandolo alle nuove generazioni, per non dimenticare da dove veniamo. Perché non esiste futuro senza memoria del nostro passato. 

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