20/10/2020

CORONAVIRUS

"Bonus cento euro che non arriva se ci si ammala, che beffa"

L'intervento di Cristiano Maria Pavarin, segretario generale  Uil fpl Rovigo

"Bonus cento euro che non arriva se ci si ammala, che beffa"

ROVIGO - "Angeli, eroi: così sono considerati gli infermieri gli operatori socio sanitari, i tecnici e tutto il personale sanitario, nell'immaginario collettivo in questo periodo di emergenza sanitaria determinata dal covid 19" scrive Cristiano Maria Pavarin, segretario generale  Uil fpl Rovigo.

"Eppure, nonostante l'esaltazione da parte dei politici, ribadita dai media, dopo il danno rappresentato dal rischio di chi è costretto a lavorare in corsia e spesso in carenza dei dispositivi di protezione individuale, gli stessi operatori della sanità che si stanno da due mesi prodigando nel loro mestiere si son visti recapitare la beffa".

"In effetti chi è stato costretto a casa, perché risultato positivo a coronavirus, o messo in quarantena precauzionale, perché venuto a contatto col contagio durante il proprio lavoro, si è visto decurtare, nella busta paga del mese di aprile, il famoso "bonus cento euro", quello destinato a tutti i lavoratori italiani, di qualsivoglia appartenenza o categoria, che avessero svolto la prestazione lavorativa in sede nel mese di marzo".

"Se è vero che la norma prevedeva un sistema di calcolo proporzionale in base ai giorni effettivamente lavorati, chiaramente questo rappresenta un vero scandalo, una sorta di presa per i fondelli nei confronti di chi sta rischiando la salute per svolgere attività lavorative ritenute  fondamentali,  legalmente indifferibili ,dallo stesso governo che ha emanato il decreto legge, che ha previsto questo riconoscimento". 

"Personalmente davo per scontato come questa "pacca sulle spalle" di cento euro potesse considerarsi indiscutibile a favore di chi è stato costretto ad assentarsi perché messo in quarantena per motivi di lavoro".

"Ora cercheremo di fare chiarezza cercando di capire da dove sia partita questa stortura interpretativa e di come sia potuto capitare ciò che sarà annoverato come una profonda mancanza di rispetto verso chi si è e si sta impegnando in prima linea per la salute di tutti."

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