05/03/2021

CORONAVIRUS IN POLESINE

Un guarito torna positivo al virus

Ecco il quotidiano aggiornamento sulla situazione coronavirus nel nostro territorio analizzata dal direttore generale Antonio Compostella

Coronavirus, c'è un caso sospetto anche in Veneto

ROVIGO - I dati locali confermano come l'incremento del contagio si sia ormai fermato.

I nuovi contagiati in Polesine. Un solo caso, di un ragazzo del 1996, venuto a contatto col virus in ambito familiare, prosegue l'isolamento familiare. A questo, si deve aggiungere, poi, una serie di casi, anche corposa, ma che fanno riferimento ad ambiti ben chiari. La nota fondamentale è, infatti, che il virus è stato ormai estirpato dalle strade. Sono a rischio, invece, ambienti chiusi, come ospedale e case di riposo. 

Il caso delle tredici positività. "Sono il frutto di uno screening fatto su 240 persone che lavorano in due grosse aziende del Bassopolesine - ha spiegato il direttore generale dell'Ulss 5 - Casi collegati con il signore di Porto Viro poi purtroppo deceduto a seguito del contagio". Si parla, cioè, della situazione di Finpesca a Pfr, di Porto Viro, che hanno voluto ringraziare l'Ulss per lo scrupoloso screening, che consente ora di riprendere il lavoro, sospeso inizialmente per decisione delle due aziende, senza che mai questo provvedimento fosse stato indicato dall'azienda sanitaria. Da qui è partita la campagna di monitoraggio sui dipendenti delle due aziende, con l'esito arrivato martedì 21 aprile, col riscontro di 13 positività, tutte residenti in Bassopolesine, in tre Comuni in tutto della zona. Sono tutte persone venute in contatto col caso indice, si trovavano tutti già in isolamento domiciliare, che proseguiranno. Escono invece dall'isolamento le persone che, precauzionalmente, erano state sottoposte a questa misura, ma sono negative. Potranno quindi tornare al lavoro. "So che il sindaco di Porto Viro - ha spiegato il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella - ha fatto polemica sul fatto di non essere stata informata prima dei medici e dell'imprenditore di riferimento. La risposta è facile: i medici possono vedere l'esito degli esami direttamente sul portale regionale, hanno accesso a questo portale e, quindi, come è normale che sia, i medici hanno visto i risultati. Il fatto di avere informato prima il titolare e gli interessati è normale, perché il primo passo in questo case è la indagine epidemiologica, per individuare eventuali contatti. In questi casi, per fortuna, non ce ne sono stati, dal moomento che erano in isolamento, che proseguiranno". "Una situazione che conferma l'importanza fondamentale della ricostruzione dei contatti", ha spiegato Compostella.

La situazione di Fratta Polesine. Nella casa di riposo Sacra Famiglia si era sviluppato un focolaio di contagio, il primo, tra gli ospiti disabili della struttura. 27 in tutto i contagiati individuati nella prima fase. Il primo caso era stato quello di una Oss, i successivi tamponi avevano consentito di riscontrare questa situazione. Due dei 27 erano intanto guariti, portando il numero dei positivi a 25. Nei giorni scorsi, sono stati ripetuti i tamponi a tutti gli ospiti, nell'ambito di controlli periodici. In questo modo, sono arrivate due sorprese. "La prima - spiega Compostella - va approfondita dal punto di vista clinico: un ospite, una donna del 1962 che era stata dichiarata guarita dopo due tamponi negativi, l'8 aprile, è risultata nuovamente positiva. E' il primo caso di ripositivizzazione in Polesine. Teniamo presente che la storia del coronavirus si sta scrivendo ora. Ci sono già stati alcuni casi di ripositivizzazione, anche se non in Polesine. Una delle ipotesi è che il virus, che si annida nelle alte vie respiratorie e qui dà le sue prime manifestazioni, con tosse e mal di gola, scompaia momentaneamente da queste, ma in alcune situazioni possa restare nascosto a livello polmonare". La seconda sorpresa, invece, è stata comparsa di sei nuovi casi positivi. In questo caso, comunque, si tratta di una sorpresa relativa, dal momento che è estremamente difficile contenere ed isolare i disabili psichici, persone in salute, vigorose dal punto di vista fisico, spesso iperattive, con un bisogno incontenibile di contatto fisico.

Buone notizie in Terapia intensiva. Si registra una dimissione dal reparto di Terapia Intensiva, ma anche due estubazioni, con pazienti che, dopo due giorni circa, potranno essere a propria volta dimessi.

La situazione delle case di riposo. Per quanto riguarda gli ospiti. Sono in tutto 40 le strutture della residenzialità extraospedaliere, per un totale di 2613 ospiti. Solo 4 presentano casi di positività. Sono la Casa di riposo Sacra Famiglia di Fratta Polesine, con tre casi di positività "storici" tra gli anziani non autosufficienti, uno dei quali già domani potrebbe essere dichiarato guarito, su 56; e 32 ospiti disabili positivi su 74, con cinque, però, con primo tampone negativo e che domani saranno sottoposti al secondo; gli Istituti Polesani di Ficarolo, con 61 disabili psichici su 234 positivi; infine, due ospiti positivi, anziani autosufficienti della Piccola casa di Padre Leopoldo di Rovigo. La casa di riposo di Fratta viene contata due volte in quanto presenta positività in due sue sezioni, quella per disabili e quella per anziani non autosufficienti.

Sul fronte dei dipendenti, sono sei le strutture che hanno dipendenti positivi, quattro con una unica positività. 18 casi, invece, agli Istituti Polesani, 11 alla Sacra Famiglia di Fratta Polesine.

"Percentuali di positività - ha voluto precisare Compostella - che sono estremamente più basse rispetto a quanto avviene in altre province della nostra regione".

La situazione degli operatori Ulss. Su 2500 dipendenti che hanno eseguito il tampone, ci sono 40 casi di positività, 13 dei quali sono già stati dichiarati guariti.

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