21/10/2020

LA STORIA

"Rovigo è la nostra casa, dobbiamo stare uniti e aiutarci"

Gli studenti del conservatorio Venezze hanno procurato cinquemila mascherine chirurgiche e le hanno donate alla città

"Rovigo ci ha accolti, ora voglia aiutarla"

ROVIGO - "Il Conservatorio di Musica “F. Venezze” è frequentato da 44 studenti cinesi, 3/4 dei quali sono iscritti ai Corsi di Canto e Musica Vocale da Camera" scrive Fiorenzo Scaranello.

"A cinque studenti, che verso la fine di gennaio sono tornati da Wuhan e da regioni vicine, venne consigliato di rimanere in quarantena fiduciaria per due settimane. Il provvedimento sollevò perplessità e critiche; addirittura qualcuno si spinse ad evocare le leggi razziali. Se anche uno solo di loro fosse stato positivo al virus, considerato che in quel periodo l’indice di contagio R0 era di circa 2,5, probabilmente non saremmo la provincia del Veneto con il minor numero di contagi. Questa disposizione dell’AULSS 5 praticata già da allora è sicuramente una delle spiegazioni".

"Alcuni giorni fa Zhang Yang, diplomata in pianoforte, che è la mediatrice culturale degli studenti cinesi, mi ha scritto che avevano procurato cinquemila mascherine chirurgiche e che le volevano donare alla Città".

“Rovigo è la città in cui noi, un piccolo gruppo di musicisti cinesi, studiamo e viviamo. I rodigini ci trattano come se fossimo di famiglia e questo per noi stranieri, lontani dalle nostre famiglie, è molto importante ed esiste una calda amicizia tra italiani e cinesi. Adesso siamo in una situazione di emergenza per combattere il nemico Coronavirus e, se staremo tutti uniti e sapremo aiutarci, il mondo guarirà presto.”

Continua Fiorenzo Scaranello: "Ho chiesto a chi avrebbero avuto piacere fossero destinate e mi ha risposto così: “Noi pensiamo soprattutto ai proprietari dei negozi e a tutte le persone che stanno ancora lavorando, ai corrieri che devono girare la città per le consegne e a tutte le persone anziane e agli ammalati che ne hanno davvero bisogno.”

Questa settimana, dopo aver sentito le necessità presso l’Aulss ed il Comune, ne abbiamo portato 3000 all’Istituto Sacra Famiglia di Fratta Polesine, che accoglie anziani e disabili, molto provato dall’emergenza, e 2000 al Comune di Rovigo, che saranno destinate agli esercenti dei negozi, quando apriranno, e ai loro clienti.

E’ una bella storia di amicizia, che questo tempo ci consegna, per ricominciare con fiducia e speranza, cercando di risollevarci senza cedere allo sconforto e alla rabbia. Stanno arrivando tempi nuovi, ma noi siamo i tempi".

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