24/02/2021

SANITA' ROVIGO

Sono 260 bimbi nati in Polesine da inizio emergenza

Sono stati attivati i protocolli per consentire il parto in sicurezza. E una sala parto tutta nuova

La vita è più forte del virus: in quarantena nati 260 bimbi in Polesine

ROVIGO - Gli ambienti accoglienti del nuovo Blocco Parto dell’Ospedale di Rovigo ospitano due letti per stanza e hanno la tenera vivacità di luoghi che vedono riprodursi il miracolo della vita, per dare al bambino un’accoglienza rispettosa, sicura, mantenendo un legame ininterrotto con la madre e il padre. L’Azienda Ulss 5 ha progettato e costruito un  luogo speciale, per un evento speciale come la nascita di un bimbo. Si tratta di una struttura nuova, moderna,  completata pochi mesi fa e funzionante dal mese di marzo all’ ospedale di Rovigo. Qui la coppia ha un ruolo da protagonista per l’intero percorso della maternità. Il nuovo blocco parto è situato all'interno del Reparto di Ginecologia e Ostetricia e dispone di 4 sale per il travaglio e il parto spontaneo e di due sale operatorie attrezzate con le più moderne tecnologie, per effettuare i tagli cesarei o eventuali procedure invasive collegate al parto.  Si può accedere alla sala parto quando il travaglio è in fase attiva e qui la paziente può assumere le posizioni a lei più  adatte , con l'aiuto e il sostegno di un'ostetrica sempre presente, in rapporto one-to-one quando possibile.  In questi momento non è attiva, per motivi di sicurezza legati al coronavirus la vasca per vivere il travaglio beneficiando degli effetti terapeutici e rilassanti dell'acqua calda. Se, invece, durante il travaglio insorgono complicazioni, la paziente verrà trasferita nella sala cesareo adiacente. Si tratta di due sale con i più alti standard di sicurezza.

Durante il parto sono presenti l'ostetrica, il ginecologo e l'infermiera della Patologia Neonatale. In caso di bisogno sarà presente anche il Pediatra. Il neonato, dopo la nascita, viene affidato, per le prime cure, all'infermiera della Patologia Neonatale e, subito dopo, alla madre per il primo attacco al seno. Nelle prime due ore del post-partum mamma e neonato restano in osservazione in sala parto e poi vengono accompagnati in reparto, nella camera di degenza, anche questa di recente ristrutturazione.

Qui è praticato il rooming-in completo per favorire il contatto madre-bimbo e l'allattamento e tale importante fase è supportata dalle ostetriche e dalle infermiere del nido. E’ cura dell’Azienda ulss 5 organizzare Il corso di accompagnamento alla nascita  che si sviluppa, quasi lungo tutto l’arco della gravidanza e si estende dopo il parto al puerperio, per garantire la continuità di assistenza alla neomamma e per focalizzare l’attenzione sul neonato nei primi mesi di vita. Alla dimissioni, lo staff,  continua a sostenere la nuova famiglia nel periodo critico del rientro a domicilio, attuando i servizi volti alla sorveglianza clinica, alla promozione dell’allattamento al seno, al sostegno della salute della madre, del neonato e della famiglia, nelle prime settimane di adattamento alla nascita.  

Intanto,  pur nell’emergenza di una pandemia, il coronavirus non ferma le nascite, ma cambia il modo di viverle. Nell’ospedale di Rovigo, dall’inizio dell’emergenza sono nati quasi 170 bambini, ad Adria circa 90. I numeri rimangono nella media degli anni precedenti, ma le procedure interne hanno subito diverse modifiche ed attenzioni, sia per tutelare il personale coinvolto, sia per preservare la salute di mamme, papà e nascituri.   Anche le nuove sale parto sono state organizzate con il preciso scopo  di accogliere le gestanti nella massima  sicurezza:  “I protocolli per la gestione dell’emergenza covid 19 sono partiti immediatamente anche per quanto riguarda l’area dell’ostetricia e del parto – spiega il Direttore generale - L’apertura delle nuove sale parto permette così di gestire separatamente il percorso della gestante che partorisce naturalmente, da quello che necessita di un taglio cesareo o di una assistenza sanitaria prolungata”.

Sono poi cambiate anche le modalità di ricovero e presenza dei padri o parenti. Le donne che hanno partorito sono ora  in stanze singole, questo per un fattore di sicurezza sanitaria  e per  tranquillità. Rimangono vietate le visite di amici e parenti, mentre ai padri è consentito assistere a travaglio e parto, e possono comunque restare con la famiglia successivamente alla nascita; rispettando i protocolli di sicurezza previsti.

La zona del Polesine si conferma comunque l’area  con il numero di contagi  da Corona Virus più bassa della Regione, ma l’attenzione deve rimanere alta. Pur essendo un reparto meno a rischio di altri, il contatto con le pazienti dura diverse ore e ci possono essere complicazioni prima e dopo il parto: ”Al momento non abbiamo riscontrato casi di partorienti positive al virus – racconta ancora il Direttore  Generale - è comunque attivo tutto il protocollo dedicato  a questa situazione e il personale lavora ovviamente con i dispositivi di protezione. Le nuove sale parto sono già operative e hanno riscontrato il favore del personale: positivamente inoltre è stata la riduzione delle visite in reparto, l’ambiente  risulta meno affollato e di conseguenza piu’ tranquillo per le stesse puerpere, che hanno accolto positivamente queste limitazioni.  Queste limitazioni probabilmente saranno mantenute anche nel prossimo futuro, fintantoché conviveremo con la presenza del coronavirus”

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