21/10/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

"La tragedia delle case di riposo: per la fase due servono più protezioni"

L'appello di Cna Pensionati che chiede anche un intervento da parte dell'Europa

Case di riposo: 336 ospiti e 211 operatori positivi, 30 decessi

ROVIGO - "Leggiamo, ascoltiamo con sgomento, a volte con una tristezza che stringe il cuore, quanto è accaduto e sta accadendo in certi luoghi: la catastrofe nelle Rsa. Ed è accaduto, come una tragedia annunciata, quella descritta con orrore da tutti i mezzi di informazioni, anche europei, che mettono nero su bianco, ogni giorno, il numero dei morti nelle residenze per anziani. Nascosti, minimizzati, coperti con omertà e vergogna, ma alla fine esplosi, i numeri che riguardano i morti nelle RSA italiane ed europee sarebbero sconcertanti. Non esistono dati ufficiali ma si tratterebbe di buona parte dei falciati da questo virus che rappresenta ormai una tragica pagina di storia del XXI secolo. Non c’è dunque tempo da perdere: Cna Pensionati chiede sia l’Europa ad occuparsi di gestire la Fase 2 della pandemia mettendo in campo un “Piano sanitario Ue” che finanzi la rete di protezione degli anziani più vulnerabili, evitando che le case di cura continuino a essere epicentri di contagio senza fine", lo chiede a gran forza la Cna Pensionati di Rovigo.

"La percentuale dei morti nelle RSA è rilevata da uno studio pubblicato dall’International Long-term care policy network, un gruppo di ricerca che fa parte della London School of Economics, che apre il vaso di pandora dei decessi nelle residenze per anziani in 5 Paesi UE: Italia, Francia, Spagna, Belgio, Irlanda. Lo studio, che effettua una stima sulla base dei dati sino ad ora a disposizione, inchioda i morti per Covid 19, con una istantanea al 6 aprile scorso, al 42% del totale dei decessi associati a coronavirus. Secondo la ricerca, il 6 aprile 2020 in Italia le morti confermate per Covid 19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie sarebbero stimate nientemeno che a 9.509, il 53% del totale. Il 57% è la stima in Spagna, il 54% in Irlanda e così via. Oggi, non a caso, le RSA italiane sono teatro di controlli da parte dei NAS per accertare eventuali irregolarità nella gestione della pandemia".

"Al di là di numeri reali che saranno accertati alla fine dell’emergenza, la cronaca della strage nelle residenze per anziani è simile ovunque: ritardi, mancanza di protezione da parte del personale sanitario e addetti, addirittura divieto nelle prime fasi della pandemia di usare guanti e mascherine. E ancora: mancate chiusure ai parenti, o peggio lo spostamento dei pazienti infetti proprio dentro le residenze per anziani, come accaduto. La denuncia di CNA Pensionati, già 13 giorni fa, è stata purtroppo confermata dai fatti: le RSA si sono rivelate centri di diffusione del virus e tremendi lazzaretti di contagio. Essere stati facili profeti ci addolora moltissimo e lo siamo stati sin dalla nostra Assemblea nazionale celebrata lo scorso 3 dicembre 2019 alla presenza del Ministro della salute Roberto Speranza. Allora non potevamo certo immaginare di essere alle soglie di una simile tragedia ma ponemmo il problema della gestione della cosiddetta Long Term Care (assistenza a lungo termine). La piramide per età della popolazione Italiana ed Europea è nota: siamo un Paese e un continente sempre più vecchio, sottolinea CNA PENSIONATI, tuttavia non ci siamo sostanzialmente occupati del problema, delegando spesso la questione ai privati che sono governati, come noto, da altre logiche rispetto a quello pubbliche. Le stesse strutture pubbliche a lunga degenza in Italia sono poche, in qualche caso decadenti perché non oggetto di investimenti da decenni, insomma spesso del tutto inadeguate".

Nella Fase 2, secondo CNA Pensionati, è indispensabile rafforzare la rete di protezione nelle RSA alzando gli argini dei controlli sia ai degenti che a tutti gli addetti sanitari e non a partire dalla territorialità, e facendoci portavoce in tutti i tavoli , a partire da quelli comunali nella rappresentatività dei Piani Socio Sanitari, agli incontri con i rappresentanti regionali della Sanità per far arrivare, come già sottolineato, le nostre richieste alla Comunità Europea. “Per questo – conclude CNA PENSIONATI - serve un piano di investimenti massiccio, a guida Europea. Questa pandemia è un giro di boa che l’ecosistema ci ha mostrato con tutta la sua potenza: anche se dovessimo superare questa epidemia e trovare un vaccino efficace in tempi brevi dobbiamo proteggerci ripensando totalmente alle nostre priorità di spesa e di investimento in sanità e Long Term Care”.

 

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