22/10/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

"All'Iras, un solo malato già guarito: un risultato importante e che fa onore a tutto il personale"

Ora per i lavoratori stanziato un fondo da 50mila euro

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L'entrata dell'Iras di Rovigo

ROVIGO - Si è svolta nel pomeriggio di giovedì 16 aprile l'atteso incontro fra la direzione dell'Iras e tutte le sigle sindacali Cgil, Cisl E Uil funziona pubblica. Una riunione fortemente voluta dai rappresentanti provinciali delle sigle che ha coinvolto, pur a ranghi ridotti le rappresentanze sindacali dei lavoratori, tema principale la verifica della tenuta dell'Ente a fronte della grande emergenza sanitaria nazionale che ha coinvolto entrambe le strutture per circa 300 ospiti e oltre 200 persone a livello di addetti del settore.

Un piccolo esercito fatto operatori socio sanitari, infermieri ma anche tutto il personale delle pulizie e delle cucine: tutti hanno dovuto cambiare le proprie modalità di lavoro utilizzando specificamente tutti gli strumenti di protezione forniti.  Da parte della direzione un gesto molto importante per ringraziare le proprie lavoratrici: per 6 mesi da gennaio a luglio avranno una busta paga più pesante. Messi a disposizione circa 50.000 euro. E i risultati si sono visti. Tute, calzari, occhiali e mascherine per proteggere se stessi ma anche gli ospiti e la continuità assistenziale. Alla importante riunione di verifica delle nuove modalità operative erano presenti: il direttore Dr. Luca Giovanni Avanzi, la responsabile dei servizi socio sanitari dr.ssa Sadocco,e per le sigle sindacali: Davide Benazzo della FP CGIL, Franco Maisto della CISL FP e Cristiano Pavarin per la UIL FPL di Rovigo oltre naturalmente ai delegati RSU dei lavoratori.

"Abbiamo scritto molto e insistito con le direzioni di tutto il Polesine perchè venissero adottati precisi protocolli sanitari per il rispetto degli ambienti di lavoro – evidenzia Davide Benazzo Segretario generale della FP CGIL di Rovigo che continua – per noi del sindacato nulla è scontato, siamo stati e saremo vigilanti su tutto ciò che può essere fatto per rendere sicuri i luoghi dove sono ospitati centinaia di anziani del nostro territorio. Importante nelle prossime settimane garantire le nuove fasi del Governo ma sempre avendo piena coscienza che nulla deve essere lasciato al caso. Dico bravi a tutti i lavoratori perchè sono loro che hanno permesso questo risultato”. Nei tempi del Coronavirus e soprattutto dal 9 marzo in poi la vita nelle case di riposo è
cambiata: nessun familiare ammesso e moltissime limitazioni per tutti gli accessi di fornitori e gestione del settore amministrativo. Uno stato di emergenza che non ha di certo lasciato indifferente nemmeno la più grande fra le IPAB del Polesine che, attraverso una mirata riorganizzazione degli spazi e dei servizi ha previsto nuove misure di protezione per il personale e ha dedicato un'intera area isolata per i pazienti dichiarati infetti. Cosa che, per fortuna non è servita.

Un solo caso di ospite infetto ed ora guarito su oltre 300 anziani ricoverati è un risultato importante e che fa rendere onore a tutto il personale addetto – sottolinea Cristiano Pavarin Segretario generale della UIL FPL di Rovigo che continua – non possiamo non ricordare che il sindacato ha spinto in ogni direzione perchè arrivassero e venissero utilizzare tutte le protezioni fin da subito, con la salute non si scherza ed ora più che mai attendiamo una svolta, successiva a questa fase di emergenza, dove il Comune con le Autorità preposte dia nuove e importanti comunicazioni sul futuro di questo ente che presenza enormi potenzialità”. Una battaglia come è stata definita da più parti, senza precedenti, che sta mettendo in evidenza la caparbietà dei gruppi di lavoro delle strutture addette all'assistenza degli anziani, soprattutto non autosufficienti e dove risalta a piena luce tutto il lato umano di un servizio alla persona.

Diverse le azioni poste in essere dalla direzione dell'Istituto a garanzia degli ospiti e per la salvaguardia di ambienti di lavoro sani e tali da preservare al massimo dal rischio contagio dati anche dai numeri, che sono importanti, dello storico istituto di ricovero. Regole da seguire e coordinamenti fra i reparti che tutti stanno cercando di rispettare nei minimi particolari, la salute e sicurezza prima di tutto. Le mascherine sono arrivare anche dalla comunità cinese, dalla protezione civile Regionale e molto altro acquistato dall'Ente stesso. Ora si tratta di comprendere quando ci sarà una eventuale fase due e come ci si dovrà
comportare. Nel frattempo però la direzione generale dell'IRAS, quindi il direttore dr. Avanzi e il Commissario regionale ing. Fasiol vogliono far comprendere a chiare lettere la loro riconoscenza a tutto il personale che ha attivato turni lunghi, si è adoperato per coprire malattie fino a diventare “figli acquisiti” degli ospiti per farli sentire meno soli.

“Sul tavolo sono stati messi i fondi per le indennità che residuano dal pagamento dei turni, circa 50.000 euro che spettano ai lavoratori attraverso uno strumento di premialità legato alla presenza in servizio- afferma Franco Maisto della segreteria CISL FP Padova Rovigo – chiaro che l'intento della direzione dopo anni di mancati pagamenti per via delle note vicende è quello di
garantire un ristoro per impegno e tenuta del sistema. Voglio inoltre sottolineare come l'emergenza sia stata affrontata con professionalità e spirito di sacrificio e dove ogni operatore, infermiere, assistente sociale, psicologo, addetto a pulizie e cucina ha dato il massimo”. I dialoghi, le domande, il nuovo scenario aperto con la chiusura delle porte al mondo esterno sta portando all'attenzione generale, all'IRAS, come i tutta Italia, dell'importanza di questi luoghi dove gli anziani attraverso i percorsi nei parchi o nelle attività quotidiane vivono. “Crediamo che tutti abbiano compreso con questa emergenza sanitaria l'importanza delle IPAB – che adesso è sotto gli occhi di tutti, l'umanità dell'assistenza che oss e infermieri svolgono ogni giorno è insostituibile e va potenziata. La battaglia che tutti i lavoratori uniti stanno vincendo va in questa direzione”, concludono Benazzo, Maisto e Pavarin.

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