23/10/2020

LAVORO

Oltre 400 aziende chiedono di riaprire

Ieri pomeriggio, il prefetto De Luca ha incontrato sindacati e Confindustria in videoconferenza

Prefetto: lo stallo fa male al Polesine

ROVIGO - Ieri pomeriggio, in un incontro in videoconferenza, il prefetto Maddalena De Luca ha invitato sia i sindacati Cgil, Cisl e Uil che i rappresentanti di confindustria Venezia-Rovigo, per discutere delle richieste di apertura delle aziende secondo quanto è previsto dal decreto del 25 marzo e dal Dpcm del 22 marzo scorso.

Sono in totale 439 le aziende polesane che hanno chiesto di riaprire, secondo le varie casistiche previste dai decreti.

Il prefetto Maddalena De Luca ha spiegato che di queste, 56 sono ancora in istruttoria, perché giunte da pochi giorni, mentre un centinaio sono già al vaglio finale del prefetto e sono tutte riferite alla lettera D, del Dpcm, ovvero considerate eventualmente funzionali ad assicurare la continuità delle filiere essenziali.

Sedici, invece, sono stati i provvedimenti di sospensione parziale perché le aziende interessate avevano solo una parte della propria attività legata alla filiera, mentre ad oggi non ci sono stati provvedimenti di diniego delle autorizzazioni.

In Polesine sono 5 le aziende autorizzate perché in ciclo continuo, con rischio di danneggiamento dei macchinari in caso di sospensione delle attività, mentre otto, pure avendo richiesto l’autorizzazione in realtà non ne avevano la necessita per continuare nella loro attività.

Otto sono le aziende che hanno chiesto autorizzazione per proseguire la produzione, perché impegnate nel sttore dell’industria dell’aerospazio e della difesa. Di queste, tre sono in fase di istruttoria, 4 hanno avuto l’autorizzazione mentre una ha potuto proseguire l’attività perché non era necessario il via libera della prefettura.

Nell’incontro con la prefettura sono stati dati i dati degli interventi dello Spisal, circa una trentina, tutti senza rilevare criticità.

I sindacati hanno espresso iniziale preoccupazione per “un numero così elevato di richieste e in continua crescita, che finisce per allungare i tempi di riposta, ribadendo che la priorità deve rimanere la garanzia della salute dei lavoratori e conseguentemente di tutta la collettività”.

Nella seconda metà della prossima settimana le parti si incontreranno nuovamente per riprendere il confronto che salvaguarda da una parte il lavoro e l’economia, dall’altra la salute della comunità.

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