22/10/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

Nuova vittima del virus in Polesine, era una donna di 85 anni

Dopo un primo tampone negativo, era risultata positiva. Aveva anche altri problemi di salute, di ordine cardiologico

Coronavirus: i medici di Padova, la cura funziona

ROVIGO - "Giusto cominciare a parlare del 'dopo' contagio, perché abbiamo anche un aspetto economico e sociale da considerare, ma dobbiamo anche cominciare a riflettere su come saranno i nostri comportamenti in quel dopo". Lo ha detto il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella, nella premessa al consueto bollettino sull'andamento del coronavirus in Polesine. "Perché dobbiamo capire che il virus non è stato debellato - ha proseguito - Magari non avremo, in quel 'dopo' ondate di contagio, come è stato nella prima fase di questa epidemia, ma i contagi proseguiranno. Cominciamo, allora, dentro ognuno di noi, a pensare a come dovremo comportarci in seguito, sicuramente mantenendo alcune delle cautele che sino ad ora abbiamo osservato".

Un nuovo decesso. E' avvenuto ieri sera, alle 19. Si tratta di Giuseppa Furini di Canaro, una donna del 1935, ricoverata a Geriatria il 7 marzo, il 24 era stato fatto il tampone, negativo, il 31 era risultato positivo, è stata trasferita a Trecenta e qui, dopo una prima fase abbastanza stazinaria, ha avuto un peggioramento importante che l'ha condotta al decesso. Aveva anche altri problemi di salute, di ordine cardiologico.

La questione della mortalità. "Perché una persona muore per coronavirus? - ha spiegato il direttore generale dell'Ulss 5 - Ovviamente ci sono i danni provocati agli organi dal virus, che, in concreto, uccide le cellule; soprattutto, però, stiamo vedendo che l'infezione da coronavirus determina nell'organismo, nei casi maggiormente gravi, scatena una reazione immunutaria che cambia da persona a persona che porta all'accumulo di materiale necrotico negli alveoli dei polmoni. Da qui la polmonite interstiziale che troviamo nelle radiografie, che può portare in maniera molto rapida alla morte, perché, se anche noi interveniamo con la ventilazione meccanica, se questo accumulo si genera prima del nostro intervento, può essere insufficiente".

Età media e mortalità. Per quanto riguarda i polesani deceduti, il 56% è di sesso femminile, il 44% maschile. Il 67% dei decessi è avvenuto tra 70 e 99 anni, ma si registrano anche due decessi tra i 50 e i 59 e uno tra i 60 e i 69, quindi tre decessi al di sotto dei 70 anni. "Certo gli anziani pagano il prezzo più alto - ha proseguito Compostella - ma questo gravissimo rischio riguarda anche i non anziani".

La situazione in Polesine. Rimane diversa alle province del Veneto e ad altre Regioni. Il numero dei casi positivi ogni 10mila abitanti, infatti, nell'ambito del Centro Nord, la provincia di Rovigo è al penultimo posto. Una situazione migliore si individua unicamente a Gorizia.

I nuovi contagiati. Ci sono cinque nuove positività in Polesine. Una signora del 1971 di Rovigo, infermiera in una struttura del Padovano, ha fatto il tampone nel Padovano ed è risultata positiva, si trova in isolamento; una donna del 1961 dell'Altopolesine, venuta a contatto con un caso positivo, ricoverata il 6 aprile in Malattie Infettive, verrà trasferita a Trecenta; un uomo del 1979 in Bassopolesine, che non risulta avere avuto particolari contatti, si trova in Malattie Infettive, ricoverato il 6, è risultato positivo e sarà spostato a Trecenta; un uomo del 1924, di Adria, che era stato ricoverato in Geriatria il 13 marzo e dimesso il 2 aprile con tampone negativo, sia il 25 marzo che il 2 aprile; dopo la dimissione ha accusato sintomi, martedì 7 aprile è stato ricoverato ad Adria e verrà trasferito in ospedale a Trecenta; una donna del 1968 oss in una struttura del Padovano. In totale, quindi, per i cinque nuovi casi, tre ricoverati e due in isolamento.

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