29/05/2020

ACCADEMIA DEI CONCORDI

La Pinacoteca ora si può visitare da casa

Il presidente Boniolo: "Un primo passo verso la futura Accademia"

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ROVIGO - Ora il tour della Pinacoteca si può fare direttamente da casa. Il Presidente dell’Accademia dei Concordi, prof. Giovanni Boniolo, è lieto di comunicare una nuova proposta dell’Istituto. Ecco le sue parole: “… e noi rimaniamo a casa, ma lavoriamo, studiamo, giochiamo, mangiamo, beviamo, ci divertiamo, ci annoiamo e conosciamo (forse) di più noi stessi. Per alleviare la “clausura”, l’Accademia dei Concordi ha pensato di realizzare, oltre alle due serie di videoletture che si possono trovare nella pagina Facebook dell’istituto, un primo passo verso la futura Accademia. Ossia si è voluto proporre online un centinaio di opere della meravigliosa collezione di dipinti che possediamo e che è l’orgoglio di tutti noi cittadini di Rovigo e del Polesine, essendo una delle più belle e prestigiose a livello non solo locale, ma nazionale. Insomma, una sorta di visita virtuale che esemplifica e mostra al mondo ciò che abbiamo. E tutto questo per ‘l’amore del pubblico bene’, come disse Girolamo Silvestri 1772”.


In effetti, da oggi consultando il sito dell’Accademia dei Concordi (https://www.concordi.it/pinacoteca/galleria/) si potranno ammirare più di 100 opere (delle circa 700 che si possiedono) dal Quattrocento al Novecento. Esse sono il frutto della passione per la pittura di alcune nobili famiglie rodigine che, nell’Ottocento, donarono le loro quadrerie al nostro prestigioso istituto, testimoniando così un mecenatismo culturale – continuato per altro anche nel Novecento – che consente ancora oggi di godere di una rassegna di dipinti, prevalentemente di scuola veneta, quasi da manuale di storia dell’arte.

In particolare, il Quattrocento presenta l’Incoronazione della Vergine di Nicolò di Pietro, pala che riecheggia lo stile tipico della cultura tardo gotica europea, sottolineato dalla preziosità dei colori e dei materiali, dall’eleganza delle figure e dalla raffinatezza delle vesti. Sempre nel Quattrocento, Quirizio da Murano realizza la preziosa tavoletta raffigurante Santa Lucia e sei storie della sua vita, che rivela nello sfarzo della veste il legame del pittore veneto con il decorativismo tardogotico. Questa sezione presenta inoltre ben due dipinti del più importante maestro veneziano del Quattrocento: Giovanni Bellini. Si tratta di due tavole di soggetto sacro destinate alla devozione privata: una Madonna con il Bambino che presenta alcune affinità con le opere di Mantegna ed un Cristo porta croce di temperie giorgionesca.

Il Cinquecento offre una splendida tavola raffigurante la Madonna con il Bambino tra San Girolamo e Sant’Elena di Jacopo Negretti detto Palma il Vecchio. Il cromatismo vivace e la struttura compositiva piramidale, con il Bambino al centro, sono tratti distintivi di questo tema sacro tanto caro all’artista.

Il Seicento è ricchissimo di opere. Tra tutte spiccano due capolavori del pittore veneziano di adozione Sebastiano Mazzoni: una teatrale Morte di Cleopatra e una rilettura in chiave sensuale del tema biblico – tanto diffuso tra i pittori del Seicento – Loth e le figlie.

Il Settecento rappresenta per l’Accademia dei Concordi il secolo d’oro per la sua rinascita culturale e artistica. Infatti, nel 1739 gli accademici ottengono la protezione della Serenissima e la conseguente approvazione dei loro statuti. Ne nasce da parte degli accademici la necessità di rivolgersi ai più grandi artisti veneziani dell’epoca Piazzetta, Tiepolo, Pittoni, Longhi per ottenere ritratti di loro insigni ‘avi’ per adornare la sala delle riunioni. Ne è prova il fatto che ottengono da Giambattista Tiepolo la disponibilità ad eseguire il Ritratto di Antonio Riccobono, storico rodigino e professore di eloquenza all’Università di Padova. Nel 1745 viene eseguito da Giambattista Piazzetta il Ritratto di San Gaetano da Thiene, santo protettore dell’Accademia dei Concordi.

L’Ottocento presenta, con tutti i suoi particolari, il diorama di Giovanni Biasin, una spettacolare veduta del Bacino di San Marco lunga ventitre metri e realizzata a tempera su carta da questo artista di origine veneziana che trovò la sua fortuna a Rovigo decorando i palazzi dei nobili rodigini.

Il Novecento, infine, presenta una preziosa selezione di opere del pittore di origine rodigina Mario Cavaglieri, dai dipinti giovanili come Pastorello in carnia alle opere della maturità eseguite in Francia come Giulietta con la sciarpa rossa. Completano la collezione del Novecento opere di Perilli, Dorazio, Turcato, Scialoja che furono donate all’Accademia in occasione di loro rassegne personali qui organizzate.

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