29/05/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

Sono tre i nuovi positivi, un decesso. Calano i ricoveri

Ecco il bollettino con l'analisi del direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella.

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Il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella

ROVIGO - A livello veneto, nelle ultime 24 ore, 353 nuovi casi di positività. Due dati incoraggianti, con i ricoveri, calati di 40 unità, e la Terapia intensiva, con dieci posti letto che si sono liberati. Questo il riassunto del bollettino regionale da parte del direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella. "Il virus, quindi, è ancora presente - prosegue Compostella - Ma la riduzione dei ricoveri, anche nei reparti critici, è un dato molto importante. Significa che stiamo curando bene i pazienti, ma anche che la aggressività del virus sembra si sia un attimo rallentata".

In Polesine, purtroppo, avanza il contagio alla casa di riposo Sacra Famiglia di Fratta Polesine, al centro di un contagio che ha già interessato una ventina di persone, tra operatori e ospiti. A questo elemento, si aggiungono, poi, anche le altre positività.

I nuovi positivi in Polesine. Una donna del 1964 dell'Altopolesine, operatrica sanitaria dell'ospedale di Legnado, venuta a contatto con casi positivi, si trova in isolamento; un signore del 1950 del Mediopolesine, ricoverato a Malattie infettive; una signora del 1932 dell'Altopolesine, ricoverata in Malattie Infettive.

Riepilogo dei ricoverati. Ci sono in tutto 43 ricoverati, 6 in Malattie infettive, 26 in area Covid a Trecenta, tra Terapia semintensiva e area non critica, 11 in Terapia intensiva. Due di questi 11, comunque, sono stati estubati, quindi, a breve, potrebbero spostarsi in area non critica. Sono circa 600 le persone in isolamento domiciliare, in totale dell'inizio dell'emergenza in Polesine sono risultate positive 181 persone.

Il quinto decesso in Polesine. E' quello di Maria Manfrin, del 1930, ospite della struttura di Rovigo Piccola Casa di Padre Leopoldo, risultata positiva una decina di giorni fa, passata in malattie infettive il 18 marzo, il 26 passata a Trecenta, con un quadro clinico che presentava già criticità (LEGGI ARTICOLO). Si tratta del quinto decesso in ambito ospedaliero di residenti avvenuto in Polesine. Maria Manfrin, di Arquà Polesine, era una donna conosciutissima, dal momento che era stata capostipite della famosa impresa produttrice di fuochi e spettacoli pirotecnici "Martarello".

Il personale sanitario Ulss 5. Rimane fermo a 9 il numero di operatori Ulss 5 che sono rimasti positivi.

La situazione delle case di riposo. In Polesine abbiamo 24 strutture residenziali per anziani non autosufficienti, con una piccola quota, in alcuni casi, di autosufficienti. In totale i degenti e gli ospiti sono 2139 e 1600 dipendenti circa. Ci sono strutture di varie dimensioni, che vanno dalla ventina di ospiti agli oltre 300 dell'Iras di Rovigo. Ci sono poi 6 strutture residenziali per disabili, con una presenza importante: 326 ospiti e 313 dipendenti. Ancora, 9 strutture residenziali per psichiatrici, con 83 ospiti e 70 dipendenti e, infine, una struttura residenziale per soggetti affetti da dipendenza, con 12 ospiti e 9 dipendenti. Tirando le somme di queste strutture residenziali, si parla di 2561 ospiti e 1976 dipendenti. "In questo momento - ha detto il direttore generale dell'Ulss - abbiamo riscontri di positività solo alla casa di riposo Sacra familia di Fratta Polesine". Oltre che a Fratta Polesine, ci sono stati due casi, dall'inizio dell'emergenza, di positività, subito arginati con l'isolamento.

Casa di riposo Sacra Famiglia di Fratta Polesine. Ospita sia non autosufficienti, 55, e disabili, 69. A oggi, nell'area disabili ci sono 24 positivi. Il primo riscontro di positività è stato su una oss. La situazione potrebbe peggiorare a brevissimo, dal momento che ci sono ancora una ventina di tamponi da processare. Nell'area degli anziani non autosufficienti, poi, ci sono tre positività. Sono i primi riscontri di positività in questo nucleo e anche in questo caso si attende la processazione di un numero importante di tamponi. I tamponi sono stati eseguiti anche a tutti gli operatori, a oggi su 138 operatori ci sono sei riscontri di positività. "E' chiaro che in una struttura residenziale, se il virus entra si crea una situazione di rischio - ha spiegato Compostella - Sin dalle prime positività era stata messa in atto una azione di isolamento degli ospiti. Non ci sono stati trasferimenti perché non c'erano situazioni meritevoli di ricovero, inoltre, trattandosi di persone affette da disabilità, con alta complessità gestionale, che devono essere gestite da personale esperto e, quindi, non potevano essere spostate facilmente in un'altra struttura. Siamo intervenuti immediatamente con l'isolamento, però non facile da gestire, perché non si tratta di persone che restino a letto tranquillamente, ma spesso hanno eccitazione motoria, non facilmente controllabili".

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