28/05/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

Addio a Maria, pietra miliare dell'azienda Martarello

Maria Manfrin, aveva 89 anni e si trovava in una casa di riposo. Poi il trasferimento a Trecenta. Una donna e una signora notissima: in paese era conosciuta con la “Maria dei foghi”

La malattia si porta via la "Maria dei Foghi", pioniera dell'azienda Martarello

Maria Manfrin, 89 anni

ARQUA' POLESINE - E’ morta nella serata di giovedì 2 aprile, alle 21, Maria Manfrin, 89 anni. Era ricoverata all’ospedale di Trecenta. Aveva alcune patologie pregresse ed era anche risultata positiva al tampone per Coronavirus. Da un anno era ospite in una casa di riposo.

Una donna e una signora notissima: in paese era conosciuta con la “Maria dei foghi”, per aver portato avanti l’azienda dei fuochi d’artificio Martarello. Originaria di Pincara, era nata il 27 luglio 1930. Era vedova di Coriolano Martarello, da cui aveva avuto cinque figli, Alfredo, Giovanni, Vincenzo, Ermes e Annalisa. Una donna dal grande coraggio e dalla grande forza, nonché pietra miliare dell’azienda leader dei fuochi d’artificio. Infatti era stata proprio lei, con la sua grande forza di volontà a portare avanti l’attività dagli anni ’70 in poi dopo la morte del marito.

Coriolano era figlio di Giovanni Martarello che, dopo la fine della prima guerra mondiale, negli anni ’20, aveva creato la prima fabbrica ad Arquà Polesine, nella località Lago. Sposati da giovanissimi, Corialano e Maria hanno continuato l’attività. Negli anni ’70, dopo la morte di Coriolano, nonostante avesse ben cinque figli piccoli, Maria, munita di grande coraggio e tanta buona volontà, era riuscita a portare avanti con successo l’azienda del marito. Era lei stessa che andava alle fiere e preparava gli impianti per il lancio dei fuochi artificiali. Molto conosciuta nel suo settore in tutto il mondo, si riconosce a questa donna il grande merito di avere lavorato tanto e di aver tenuta unita la famiglia dove lei stessa faceva tutto. Domani, sabato, 4 aprile, alle 11, in cimitero ci saranno le esequie con i familiari più stretti.

Maria è la quinta vittima polesana spentasi nella nostra provincia. La prima a spegnersi, in Polesine, è stata Bruna Trentini, 92 anni, di Bergantino. Poi, se ne era andato Gianfranco Bovo, 90 anni, di Occhiobello. Poi, Loris Evangelisti, 76 anni, di Bergantino, quindi Emma Natia Spolaor, 72 anni, disabile, ricoverata alla casa di riposo di Fratta Polesine.

Ci sono, poi, due polesani deceduti al di fuori della nostra provincia: Ferruccio Zerbinati, 85 anni, di Concadirame, Rovigo, spentosi alla casa di riposo di Merlara, dove si trovava da circa tre anni e mezzo. La struttura nella quale era ospite si trova al centro di un caso di contagio, tremendo, ma, dopo un primo tampone, negativo, a Ferruccio non ne erano stati fatti di ulteriori, quindi non è possibile sapere con certezza se sia stato o meno ucciso dal virus. Infine, il caso di Severino Siviero, 57 anni, originario di Porto Viro ma da una decina d'anni residente a Cento, nel Ferrarese, morto all'ospedale di Lagosanto

La quarta vittima. Martedì, invece, era stato annunciato il quarto decesso in Polesine: quello di Emma Natia Spolaor, 72 anni, disabile, ospite della casa di riposo Sacra Famiglia di Fratta Polesine dove, tra ospiti e personale, sono state trovate, a oggi, nove positività. Era stata la prima a risultare positiva in assoluto nella struttura. 

Le altre vittime polesane. 

 

 

 

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