24/10/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

Sono nove i nuovi contagiati, tra questi molti da familiari e un bimbo di 3 anni

Ecco il bollettino del direttore generale dell'Ulss Antonio Compostella

"Tamponi a sorpresa e a campione? Non è escluso"

Tamponi per il coronavirus

ROVIGO - Nove nuovi riscontri di positività al coronavirus in Polesine. Non si tratta di un dato particolarmente significativo a livello statistico, dal momento che, ormai, il numero dei tamponi, unita alla scarsità di reagenti, ha fatto saltare la scansione cronologica dell'analisi e della processazione dei tamponi, in alcuni giorni rallentata, in altri invece procede spedita, consentendo di ottenere un maggior numero di responsi, anche relativi a giorni precedenti. Alcuni giorni, in altre parole, si fatica ad avere i responsi anche solo dei tamponi del giorno precedente, mentre in altri si riesce a processarne di più giornate, con i responsi che arrivano tutti assieme.

I nuovi casi. Tra i nuovi positivi, un uomo del 1956 dell'Altopolesine venuto a contatto con un caso positivo. Si trova ricoverato dal 30 marzo, con i contatti già individuati e posti in isolamento; un signore del 1948, sempre dell'Altopolesine, del quale non si è ancora individuato il tramite del contagio, ricoverato; un uomo del 1937 dell'Altopolesine, anche in questo caso manca un cosiddetto chiaro "caso indice", è ricoverato in Malattie Infettive; donna del 1975 dell'Altopolesine venuta a contatto con un positivo, risultata negativa una prima volta il 16 marzo; sviluppata la sintomatologia, è stata ricoverata e il tampone è risultato positivo; un ragazzo del 1999 di Rovigo, venuto a contatto con un caso positivo in ambito familiare, è in isolamento; una signora del 1975 di Rovigo, venuta a contatto con un positivo in ambito familiare, è in isolamento; poi, un bimbo di 3 anni, di Rovigo, pure venuto a contatto con un caso positivo in famiglia, si trova in isolamento; una donna del 1961 dell'Altopolesine, che opera in una struttura sociosanitaria del Veronese, verosimile che qui abbia contratto l'infezione, si trova in isolamento domiciliare; una donna del 1976, residente subito al di là dell'Adige, che ha avuto contatti con un positivo, è risultata al tampone, si trovava già in isolamento, a seguito della ricostruzione dei contatti del positivo, a conferma della importanza dell'isolamento delle persone venute in contatto con i positivi, anche prima del tampone.

Il rischio del contagio in ambito familiare. Non sono pochi, quindi, i casi di contagio in ambito familiare, come già era emerso nei giorni scorsi. E' per questo che viene ribadita la necessità di osservare, anche all'interno di uno stesso ambito familiare, strette misure di cautela: pasti separati, stanze separati, se possibile bagni separati, altrimenti costante disinfezione dei bagni dopo l'uso, nessuno scambio di biancheria. "La persona psitiva deve isolarsi in una stanza - ha spiegato Compostella - non deve assolutamente mangiare alla stessa tavola della famiglia. Il cibo le va portato senza contatti. Deve tenere la sua biancheria separata".

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