20/10/2020

IL CASO

"Qui ospiti e operatori sono al sicuro"

In una lettera aperta a tutti i famigliari degli ospiti il direttore dell'Iras Giovanni Luca Avanzi rassicura sulle condizioni della struttura

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ROVIGO - "Con riferimento agli articoli recentemente apparsi sulla stampa locale nei quali si evidenziavano criticità e lacune nella gestione dell’emergenza COVID-19 da parte dell’IRAS chiedo di poter intervenire per puntualizzare quanto segue" scrive in una nota stampa il direttore Giovanni Luca Avanzi.

"Premetto che nei giorni scorsi avevo già avuto modo di informare le principali autorità di Rovigo sulla reale situazione dell’IRAS. Preciso anche che l’IRAS si rapporta costantemente e in modo costruttivo con l’Azienda ULSS 5 in ordine al coordinamento di una emergenza purtroppo non ancora conclusa. Il nostro ente è pienamente consapevole del proprio dovere di sostenere lo sforzo dell’Azienda ULSS e di ridurre - speriamo a zero e sino alla fine dell’emergenza - i rischi di contagio perché questo scenario va evitato ad ogni costo per le gravi conseguenze che avrebbe. A tal fine abbiamo già inviato all’Azienda ULSS 5 il nostro piano di creazione di nuclei specifici per la gestione di eventuali casi di contagio redatto sulla base delle indicazioni ricevute, pur nel limite
della nostra organizzazione che non è di tipo ospedaliero. Voglio precisare che sin dall’inizio della crisi abbiamo attuato ogni disposizione nazionale o locale emanata, e lo possiamo documentare. Abbiamo attuato tempestivamente, anche prima di altri, misure gravose come la chiusura dei centri di servizio ai familiari, la sospensione del Servizio Civile, la riduzione delle attività di gruppo, e lo possiamo documentare. Abbiamo costituito una unità interna di crisi che ogni mattina si riunisce in video conferenza e pianifica ogni attività, e lo possiamo documentare. Abbiamo fornito documentazione, suggerimenti, direttive al personale sulle precauzioni da avere sul luogo di lavoro, e lo possiamo documentare".

"Non abbiamo MAI fatto mancare al personale i dispositivi necessari (guanti e mascherine) e ci siamo attenuti con la massima attenzione alle linee guida regionali che identificano i tipi di presidio da utilizzare nelle varie situazioni, e lo possiamo documentare. Dopo la notizia della negatività del presunto caso di contagio, ho deciso, d’accordo con il Commissario Straordinario dell’IRAS, di inviare ai famigliari una lettera aperta. Concludo dicendo che abbiamo avviato una verifica interna per accertare eventuali responsabilità nella diffusione e utilizzo di notizie coperte da obbligo di riservatezza, riservandoci di avviare eventuali ulteriori azioni a tutela dell’immagine dell’IRAS".

Di seguito la lettera aperta ai famigliari
Molti di voi avranno seguito le recenti notizie apparse sulla stampa locale aventi per oggetto presunte criticità nella gestione da parte dell’IRAS dell’emergenza COVID-19. Vi sarete certamente allarmati per una situazione (un ricovero di una nostra ospite). L’invio dell’ospite in ospedale, al contrario, è stata la dimostrazione della corretta e tempestiva attuazione dei protocolli di intervento. E posso immaginare che molti di voi si saranno chiesti: cosa sta succedendo all’IRAS? Il mio caro sta ricevendo l’assistenza alla quale ha diritto? Non è che sia esposto a rischi di contagio? Perché l’ente non fornisce i dispositivi di sicurezza al proprio personale?

Anch’io sono figlio di una mamma di 87 anni e comprendo bene cosa si può provare quando, non per propria scelta, ma per necessità imposta, non si può più fare visita al proprio caro e, con qualche riluttanza, lo si lascia affidato solo alle cure degli operatori dell’IRAS. Si smarriscono le certezze, ci si preoccupa Posso ben comprendere i dubbi che si sono insinuati in molti di voi leggendo gli articoli apparsi sull’IRAS. Ma ora che è stato ufficializzato che all’IRAS non vi sono casi di contagio voglio rivolgermi a voi per rassicurarvi sul fatto che i vostri cari ricevono tutta l’assistenza di cui hanno bisogno. Mi rivolgo a voi per dirvi di continuare ad avere fiducia nella capacità del nostro personale di svolgere i propri compiti con attenzione e professionalità. Il personale dell’IRAS, ve lo posso garantire, riceve tutti i dispositivi necessari a garantire la sua sicurezza e la sicurezza dei vostri cari, abbiamo inviato raccomandazioni, abbiamo attivato protocolli di lavoro specifici per le strutture per anziani. Stiamo anche organizzando, su richiesta della Regione, zone protette per essere pronti ad ogni evenienza. Perché deve essere chiaro che non è possibile escludere completamente la possibilità che possa registrarsi un contagio all’interno delle case di riposo, anche della nostra.

Questo perché la trasmissione del virus può avvenire in modo subdolo, invisibile, tramite persone che non presentano sintomi e sono stati a contatto con altre persone senza sintomi e, senza volerlo, inconsapevolmente, possono trasmettere il virus.
Ma noi siamo impegnati ogni giorno ad evitare che questa possibilità si avveri e i dipendenti dell’IRAS, a partire dalla prima linea nei reparti, ne sono consapevoli. Li abbiamo informati, ci siamo raccomandati di curare l’igiene, di misurarsi la febbre ogni giorno e loro lo stanno facendo perché sanno che è in momenti come questi che deve uscire la parte migliore delle persone. Ho avuto recentemente modo di dire al nostro personale di non avere paura. Nessuno di noi deve avere paura perché abbiamo la responsabilità di assistere i vostri cari. È la nostra missione. Per questo vi chiedo di avere fiducia e vi chiedo di sostenere il personale dell’IRAS che sta facendo del proprio meglio. Vi chiedo anche di non prestare attenzione a chi diffonde notizie non vere o non verificate per motivi che per me sono difficili da capire.

Vi assicuro che l’IRAS avvierà ogni azione necessaria a tutelare la sua immagine e la vostra serenità. Adesso però è importante mantenete con noi un legame che, in questa fase di emergenza, è anche il legame con i vostri cari.
Per tale scopo abbiamo pensato di inviarvi periodicamente un’informazione sulla vita della comunità e contiamo di attivare altre modalità di comunicazione protetta per darvi tutte le informazioni necessarie. E auguriamoci di tornare presto alla normalità.

Vi abbraccio con affetto.
Giovanni Luca Avanzi

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