02/04/2020

LA STORIA

Gli manca stare in compagnia, si rifugia tra i senza fissa dimora

Stare in quarantena è un obbligo che pesa molto e alcuni per sfuggirne trovano modi originali

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ROVIGO - Tra i cinque denunciati dalla polizia di Stato nelle ultime 24 ore, un numero finalmente basso rispetto alle giornate precedenti, tutti accusati di avere disatteso le norme eccezionali prese per limitare gli spostamenti, in questo momento di emergenza sanitaria, si nascondono storie particolari. Nessuna delle quali in grado di giustificare, a norma di legge, il comportamento contestato, ma che comunque danno conto di come ognuno reagisca in maniera differente alla cosiddetta "quarantena".

Per qualcuno restare a casa non è poi così male e, sicuramente, molti lavoratori che, quotidianamente, in quanto "essenziali", sono costretti a uscire di casa e ad avere contatti con altri, invidierebbero una situazione di questo tipo. Altri, invece, sono presi dall'ansia. Dipende, certamente, anche dall'essere soli o in compagnia, dalle caratteristiche della propria abitazione e da numerosi altri fattori. Di certo, alcune vicende portate alla luce dalle forze dell'ordine sono un sintomo chiaro di come, per varie persone, sia difficile sopportare la quarantena.

E' il caso, per esempio, della persona di Ceregnano controllata dalla Volante a Rovigo. Ha spiegato, candidamente, che era uscito per prendere una boccata d'aria e che era finito in compagnia di alcuni senza fissa dimora, per necessità di contatto umano. E' stato invece preso dall'ansia il rodigino che, uscito per comprare le sigarette, ha trovato il tabaccaio chiuso e, a quel punto, ha cominciato a vagare per la città, spaesato. Entrambi, comunque, non hanno potuto evitare la denuncia a piede libero.

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