05/03/2021

CORONAVIRUS IN POLESINE

"I lavoratori vivono una situazione drammatica, bisogna intervenire ora"

L'appello della CGIL alla Prefettura: "Mancano le protezioni e i lavoratori sono abbandonati a sé stessi"

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ROVIGO - "Non è più rinviabile un’azione concertata tra Prefettura e ULSS sulla Sanità e sulle Case di Riposo. La carenza di DPI (in alcune strutture socio sanitarie si stanno utilizzando mascherine di stoffa cucite a mano), la difficoltà a creare i necessari spazi per le quarantene ed isolamenti e i ritardi nella diagnosi per la grande richiesta di tamponi, sta mettendo in ginocchio queste strutture che una ad una stanno cominciando ad avere i primi casi di Lavoratori infetti e a breve cominceranno a misurare, soprattutto sulla pelle degli Ospiti, gli effetti di questa epidemia" così Davide Benazzo, CGIL.

"La situazione vissuta dai Lavoratori è drammatica con la forte sensazione di essere lasciati soli in balia degli eventi, e malgrado le denunce che in queste settimane stiamo facendo ben pochi sono i risultati se non addirittura, come nella struttura di Fratta Polesine, essere tacciati di fare sterili richieste. Lavoratori disperati che arrivano anche a licenziarsi per la grande sensazione di insicurezza che stanno vivendo per loro e per le loro famiglie, oltre a non riuscire a capire le ripercussioni verso gli Ospiti che assistono ogni giorno. Per questi motivi abbiamo chiesto un urgente intervento al Prefetto e al Direttore Generale.

Oltre al gravissimo problema dei DPI, per i quali stiamo verificando e, oltre a chiedere maggior vigilanza degli SPISAL, se vi sono gli estremi anche chiedere l’intervento della Procura, stanno sorgendo altri grossi problemi legati all’infezione quali:

- Carenza di idonei spazi per l’isolamento nelle strutture socio sanitarie
- Carenza di personale professionalmente preparato, anche per la necessità di applicare l’articolo 26 del DL
- Difficoltà per i Lavoratori sospetti o risultati positivi a gestire in famiglia la quarantena, spesso in presenza di famigliari a forte  rischio per l’età e le condizioni di salute
- Dilatazione dei tempi di diagnosi attraverso il tampone per i ben conosciuti problemi gestionali legati al gran numero di esami da eseguire

Contemporaneamente stiamo vivendo la situazione dove la sanità privata, nel nostro caso le strutture di Occhiobello, Porto Viro e Rovigo, chiedono l’accesso agli ammortizzatori sociali e in tanti comuni abbiamo spazi inutilizzati quali asili strutture socio sanitarie diurne, oltre alle strutture, ora inutilizzate, del turismo e di privati cittadini.

Per questo abbiamo fatto le seguenti proposte al Prefetto e al Direttore Generale:
- Accordi tra sanità pubblica e privata per l’utilizzo del personale privato messo in Cassa Integrazione/FIS a supporto della sanità pubblica e delle strutture Socio Sanitarie
- Utilizzo delle strutture private, per gli spazi inutilizzati, per ricovero degli Ospiti sospetti/positivi messi in quarantena dalle case di riposo.
- Sequestro ed utilizzo degli spazi comunali (asili nido, centri diurni, ecc) per la quarantena dei Lavoratori al fine di evitare il contagio dell’intera famiglia
- Gestione diretta delle strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private e della gestione e fornitura dei DPI ai lavoratori interessati, soprattutto per le aree di isolamento, da parte dell’ULSS.

Ritenendo non più rinviabile un intervento sulla situazione delle strutture sanitarie e socio sanitarie, chiediamo l’immediata attivazione delle prerogative previste dal DL citato, in capo al Signor Prefetto".

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