22/09/2020

ROVIGO

Sono sette i nuovi contagiati in Polesine

Ecco il bollettino dell'Ulss 5 polesana

"Tamponi a sorpresa e a campione? Non è escluso"

Tamponi per il coronavirus

ROVIGO - Il bollettino di venerdì 20 febbraio vede oltre 4mila casi positivi in Veneto, con un aumento di 280 nuovi casi a livello veneto, col 29% che hanno avuto necessità di ricovero ospedaliero e 12 in terapia intensiva. "In Veneto - ha spiegato il direttore generale dell'ulss 5 Antonio Compostella - continua a crescere in una percentuale del 10%, a fronte del 20% di Lombardia e del 15% dell'Emilia. Questo non toglie che la situazione sia molto impegnativa. Possiamo usare tutte le similitudini del mondo: emergenza, guerra, io ho parlato di una situazione di piena alta marea, non sappiamo, ora, esattamente quando questa marea toccherà l'apice. Avremo a inizio primavera, nei prossimi giorni, una indicazione dell'efficacia delle misure prese in questi giorni, col contenimento degli spostamenti".

"Mi dispiace molto - ha proseguito Compostella - vedere che qualcuno non ha capito la gravità della situazione". Entro domenica, si potrebbe arrivare alla saturazione delle "normali" terapie intensive. Per fortuna la Regione ha predisposto posti letto aggiunti, in previsione di questa situazione. E' stato infatti approntato il piano per fare fronte all'emergenza.

Venendo alla situazione del Polesine, si deve tenere conto di come ci sia un rallentamento nell'esame dei tamponi da parte del laboratorio di Padova, che non gestisce, chiaramente, solo i tamponi del Polesine e che, pure lavorando 24 ore su 24, non riesce a evadere tutte le richieste. Quindi, è necessario un maggior tempo prima di ottenere risposte, con uno sfalsamento che, oggi, si aggira su 48 ore. L'azienda Ulss 5 sta cercando di dotarsi di apparecchiature per eseguire le analisi in proprio.

Non si deve però pensare che questo sfalsamento generi rischio, dal momento che i casi sospetti vengono subito isolati, così come i loro contatti, nel medesimo momento in cui vengono individuati. Si tratta, quindi, di un problema che si lavora per risolvere, ma che non ha ricadute sull'andamento del contagio e non lo aggrava in alcun modo. E' un aspetto da comprendere assolutamente.

Ci sono sette nuove positività in Polesine. Per il discorso fatto in precedenza, si tratta di un dato che aggrega tamponi fatti anche in giorni differenti.

I nuovi casi accertati. Oggi abbiamo due riscontri positivi in persone ricoverate dal 17 marzo, una del 1954, dell'Altoppolesie,aggravatasi, intubata e in via di trasferimento a Trecenta. E' il terzo paziente che va nell'ospedale dell'Altopolesine, che sarà interamente dedicato alla emergenza Covid. Si tratta di un paziente grave, anche per problemi pregressi. Abbiamo poi un rodigino del 1965, che probabilmente ha contratto il virus nel Ferrarese, dove lavora, ha cominciato a manifestare sintomi tra il 16 e il 17. "Va ribadito che si allarga la numerosità dei casi - spiega Compostella - ma cresce anche la loro complessità dal punto di vista clinico, pur ribadendo il Veneto la Regione che ha isolato il maggior numero di positivi".

Ancora, ci sono altre cinque persone in isolamento domiciliare, già dal 17. Non si tratta quindi di persone ricoverate. Sono una donna del 1974 dell'Altopolesine che lavora in una struttura sanitaria del Mantovano, dove probabilmente ha contratto l'infezione, sta bene; poi, abbiamo un operatore sanitario venuto a contatto con un caso positivo, una persona che si era presentata ai servizi sanitari di persona, invece che chiamare; c'è poi un adriese del 1980 venuto a contatto con un caso positivo nel Veronese; poi una donna del 1975 operatrice sanitaria che lavora in una struttura del Padovano; infine, una donna del 1985 del Medio Polesine, che lavora in una ditta della zona; anche in questo caso, i contatti della donna sono stati subito isolati e la ditta è già stata isolata.

"Questi numeri ci dimostrano - spiega Compostella - come la malattia colpisca assolutamente anche i giovani. Siamo in una fase che impone di evitare assolutamente i contatti". Nonostante questo, spiega il direttore generale, ci sono ancora persone che non hanno capito la gravità della situazione che stiamo affrontando. Ci sono, infatti, ancora comportamenti che rischiano di mettere rischio se stessi e gli altri.

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