27/11/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

Tamponi a campione, anche in strada: è confermato

La conferma del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia: da lunedì si parte

"Tamponi a sorpresa e a campione? Non è escluso"

Tamponi per il coronavirus

ROVIGO - Era stato annunciato, come ipotesi, nella giornata di venerdì 13 marzo, è stato confermato nella mattinata di sabato 14 marzo: da lunedì 16 scatteranno i tamponi a campione, in strada, in fila ai supermercati, al di fuori delle poste. Lo ha ribadito il presidente della Regione Luca Zaia. "Lo scopo è quello di identificare il maggior numero possibile di positivi - ha spiegato - andando a bloccare, in questo modo, la diffusione del virus". Queste nuove disposizioni riguardano tutto il territorio veneto, quindi anche, ovviamente, il Polesine.

Lo scopo è quello di individuare i "positivi asintomatici", ossia coloro che stanno bene, perfettamente, e non hanno alcun sintomo che possa spingerli a rivolgersi alle strutture sanitarie, però possono trasmettere il contagio allo stesso modo di coloro che hanno sintomi. Ne vanno bloccati il maggior numero, per arrestare la diffusione del contagio. I tamponi, quindi, conosceranno un incremento esponenziale, arrivando a migliaia e migliaia al giorno.

Altra misura disposta dalla Regione è stata quella di inviare ai sindaci i nomi delle persone che si trovano in isolamento domiciliare, per due finalità: sia per aiutare nella sorveglianza del rispetto della misura, sia per aiutare anziani soli, o persone con difficoltà, per la spesa e per le esigenze quotidiane.

Il presidente Zaia ha quindi confermato come prosegua anche l'impegno per creare in proprio un dispositivo analogo alla mascherina, dal momento che è di fatto impossibile trovarne sul mercato. Prosegue incessantemente anche la ricerca di dispositivi di ventilazione meccanica, per i casi gravi che vanno ricoverati in terapia intensiva.

Nel corso del medesimo incontro con la stampa, si è parlato anche della situazione delle fabbriche. Su questo fronte la posizione della Regione è stata duplice. In primo luogo si è chiarito che alcuni settori non potranno in alcun modo fermarsi, in nessun caso: l'agroalimentare, il biomedico e il farmaceutico. Su questo fronte, senza dubbio non si arriverà mai allo stop. Per il resto, l'idea è molto, molto chiara: o si riesce a garantire la sicurezza piena dei lavoratori, oppure si chiuderà.

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