11/07/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

Cinque nuovi casi positivi in Polesine

Uno è in gravi condizioni, gli altri quattro positivi sono tutti a casa. Il denominatore comune: tutti si sono spostati molto per motivi di lavoro

Coronavirus, c'è il quarto morto

ROVIGO - Cinque nuovi casi positivi al tampone per il coronavirus in Polesine. Uno dei cinque contagiati è, purtroppo, in gravi condizioni. Si tratta di un milanese, arrivato in Polesine con la moglie per un funerale, che si è sentito male nella nostra provincia e che si trova in gravissime condizioni. Era stato inizialmente ricoverato ad Adria, poi, come prevede il nuovo protocollo, è stato trasportato all'ospedale di Trecenta, attrezzato per ospitare i pazienti che necessitano di ventilazione assistita, nel reparto di Terapia intensiva o in Rianimazione.

Gli altri quattro positivi sono tutti a casa, in osservazione domiciliare con isolamento, con sintomi lievi e non preoccupanti. Un denominatore comune unisce tutti questi nuovi casi. Si tratta di persone che, in questo periodo, si sono spostate molto, per motivi di lavoro. Questo, abbinato al fatto che in Polesine continua a non esserci nessuna evidenza della presenza di un focolaio, restituisce ancora l'immagine di una provincia che al momento ha, in Veneto, la situazione meno allarmante, dal punto di vista numerico.

Ecco il bollettino:

Siamo nel pieno dell’infezione da coronavirus  anche in Polesine: “ Abbiamo altre 5 positività -spiega il Direttore Generale Antonio Compostella- 4 cittadini polesani e un uomo residente in Lombardia , di passaggio nella nostra provincia. Si tratta di persone giovani e adulte, segno che il virus colpisce ogni fase della vita”.

Una ragazza nata nel 1989, residente nel medio Polesine, ma che lavorava in Alta Val Badia. La giovane donna, alla comparsa di sintomatologia è tornata in Polesine, ci ha contattati, ha eseguito il tampone lo scorso 12 marzo,risultato positivo. E’ asintomatica ed è posta in quarantena  domiciliare con i familiari.

Un artigiano nato nel 1976 che si è spostato in diversi paesi europei per lavoro. L’uomo, residente in basso Polesine, avvertendo sintomi, ha contattato l’Azienda Ulss5. E’ stato eseguito il tampone lo scorso 12 marzo risultato poi positivo. L’uomo è asintomatico ed è stato posto in quarantena domiciliare con i familiari

Un ragazzo del 1996, artigiano, residente in basso Polesine, ha avuto contatti con la Lombardia e l’Emilia Romagna. Lo scorso 12 marzo ha eseguito il tampone dopo aver presentato sintomi e aver contattato i servizi dell’Azienda Ulss 5. Dopo l’esito positivo del tampone, l’ uomo, asintomatico, è stato posto in quarantena domiciliare con i familiari.

Un artigiano, nato nel 1959, che lavora in Emilia Romagna, ma risiede in basso Polesine, dopo comparsa di sintomatoloagia ha contattato i servizi aziendali, ha eseguito il tampone  lo scorso 12 marzo, è risultato positivo ed è  posto in quarantena domiciliare come i familiari.

Un uomo, nato nel 1955, residente in Lombardia ( il suo caso sarà infatti ascritto nei bollettini di quella Regione) si era recato a una cerimonia funebre in Basso Polesine lo scorso 3  marzo. L’uomo, rimasto in Polesine,  ha iniziato, dopo alcuni giorni, ad accusare sintomi, si è recato all’Ospedale di Adria dove, con un percorso protetto e dedicato, e considerate le sue gravi condizioni è stato intubato  e ricoverato in Terapia Intensiva. Oggi viene trasferito nella Terapia Intensiva di Trecenta dell’Ospedale San Luca, hub provinciale per i pazienti affetti da covid 19 che necessitano di assistenza ventilatoria. I parenti che lo hanno ospitato in basso Polesine sono stati posti in isolamento domiciliare e sorveglianza attiva.

“Tutti i casi sono riconducibili agli spostamenti delle persone – precisa il Direttore Generale – a dimostrazione dell’importanza di evitare contatti, di stare a casa  muovendosi solo per necessità”.

Il Direttore Generale conferma che prosegue intensa l’attività dell’ Unità Operativa di Malattie infettive, dove sono curati 5 pazienti affetti da coronavirus, in condizioni stabili. “ Una notizia importante è che l’Azienda Ulss 5 sta completando lo spostamento dei posti letto di Pneumologia e di Terapia Semi Intensiva respiratoria al settimo piano dell’ospedale di Rovigo. Questa nuova area permetterà ai nostri medici specialisti di curare , in due spazi contigui ma separati , le degenze ordinarie di Pneumologia e i pazienti di coronavirus che necessitano di assistenza respiratoria semintensiva, questo per migliorare l’organizzazione dell’assistenza in questa fase di epidemia da covid-19”.

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