01/12/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

"L'imperativo deve essere stare in casa"

Primi provvedimenti, penali, per chi non osserva le norme di sicurezza.

ROVIGO - Una lunga riunione coi sindaci, per il Prefetto di Rovigo, quindi un incontro con la stampa per ribadire un concetto fondamentale: "State a casa più che potete, dobbiamo rallentare la diffusione del virus".

DENUNCE A CHI NON RISPETTA IL DIVIETO DI USCIRE Numerose persone denunciate, a seguito dei controlli, per un comportamento che definire irresponsabile sarebbe ancora poco. Per loro, evidentemente, il discorso, storico, pronunciato nella serata di mercoledì 11 marzo dal presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte, che ha disposto la chiusura delle attività commerciali non essenziali, (LEGGI ARTICOLO), così come il successivo decreto, che spiega cosa si può e cosa non si può fare e cosa può restare aperto e cosa deve chiudere (LEGGI ARTICOLO), non era mai esistito; o, anche qualora fosse esistito, non riguardava loro. Una valutazione, però, decisamente errata, che ha fruttato a varie persone ed esercenti, tra la notte di mercoledì 11 marzo e la giornata di giovedì 12 marzo, le prime denunce per avere violato le norme che limitano la libertà di spostamento delle persone, a tutela della salute pubblica, nel pieno dell'emergenza coronavirus, e le prime sanzioni per non avere rispettato le disposizioni relative alla chiusura o alla limitazione dell'attività.

A operare, il personale della polizia di Stato, i carabinieri, la polizia locale, la Guardia di finanza e tutte le forze dell'ordine. Il controllo del rispetto della normativa è una delle priorità assolute. Non sono mancati i privati che, secondo questa ricostruzione, nonostante il momento di emergenza assoluta, erano a cene o serate in compagnia. Un comportamento folle e deleterio, in questo contesto.

"Abbiamo avviato controlli severissimi - dice il Prefetto - Sono emerse situazioni incredibile, come quella di un professionista che, in isolamento domiciliare, se ne è andato al lavoro. Sarà tenuto, su queste violazioni, un comportamento inflessibile da parte delle forze dell'ordine".

CONTROLLI ANCHE SULLE FABBRICHE Al momento le fabbriche restano aperte, così come le attività produttive. Ci saranno però controlli costanti nelle fabbriche, per verificare che sia salvaguardata la sicurezza dei lavoratori, in primo luogo per quanto riguarda la distanza di sicurezza.

LA PRIORITA': RALLENTARE IL CONTAGIO PER NON FARE COLLASSARE GLI OSPEDALI La questione centrale è che si deve stare a casa per ridurre il ritmo di crescita del contagio ed evitare che questo possa superare la capacità di sopportazione del Servizio sanitario nazionale, soprattutto per quanto concerne la disponibilità di posti letto di terapia intensiva, attrezzati con ventilatori polmonari che possano garantire la sopravvivenza dei pazienti più gravi. In altri termini, il ritmo del contagio deve essere rallentato facendo sì che non si arrivi a un picco di casi gravi che superi la disponibilità, che comunque si sta incrementando in queste ore in ogni maniera possibile, di posti letto attrezzati.

SI PUO' PASSEGGIARE? Per questo, più si sta a casa, maggiormente si collabora a questo esito. Allo stato, sono vietati quegli spostamenti che non siano per lavoro, per motivi di salute, o per necessità inderogabili, come fare la spesa. Per rispondere a numerose delle domande che, in queste ore, sono state rivolte, portare a spasso il cane è consentito, per i suoi bisogni, limitando il tempo di permanenza all'esterno al minimo. In molti si sono chiesti se, per abbattere la tensione che si crea, spesso, nel restare confinati in casa per giorni, sia possibile una passeggiata all'esterno. La risposta è che non è vietata. E' sconsigliata. In ogni caso, si deve sempre mantenere la distanza di sicurezza, di almeno un metro, dalle altre persone.

SI PUO' FARE ATTIVITA' ALL'ESTERNO? Un questo simile era stato formulato da quanti amano la corsa all'aperto. Qui, al momento, si è nel campo della interpretazioni, anche perché, a fronte di una situazione eccezionale, è chiaro come una normativa d'urgenza non possa, per forza di cose, regolare ogni singola situazione concepibile e immaginabile, ma enunci una serie di principi che vanno poi tradotti nel concreto, con senso civico e logica. L'interpretazione più diffusa è una corsa fatta da soli, così come una passeggiata, non sia vietata. Ma non ci si deve avvicinare ad altre persone. Resta sconsigliata; più si sta a casa, meglio è, meno si rischia di contagiarsi, di contagiare altri e di portare il contagio a casa, dai nostri anziani o da familiari immunodepressi. Sono questi, infatti, i soggetti maggiormente vulnerabili.

QUESITI SU ATTIVITA' E CHIUSURE Nel corso della teleconferenza in Prefettura tra rappresentante del Governo e sindaci, sono anche stati forniti vari chiarimenti sulla maniera di applicare il decreto del presidente del Consiglio che dispone la chiusura delle attività pubbliche non essenziali. I bar - tabacchi restano chiusi, dal momento che l'attività preponderante è considerata la prima, quella di somministrazione. Le pizzerie da asporto vanno considerate come esercizi di ristorazione, quindi vengono chiuse, con la possibilità, però, di consegnare a domicilio. Vari sindaci, sulla scorta di quanto detto nel corso del vertice in Prefettura, stanno varando ordinanze di chiusura dei parchi pubblici e delle aree verdi recintate, dove sono stati segnalati assembramenti, in questi giorni, nonostante tutti gli inviti a evitare situazioni del genere.

LA PRIORITA' E' STARE A CASA "L'imperativo categorico è 'restare a casa', uscire solo se strettamente indispensabile - ha detto il prefetto - Ovunque è possibile si deve privilegiare il remoto, chi può andare in ferie deve andare in ferie. Dobbiamo ridurre il numero delle persone che circolano. Le esigenze sanitarie debbono essere a loro volta stringenti. Le visite mediche di routine, se procrastinabili, vanno rinviate".

"Per quanto riguarda le necessità quotidiane vanno ridotte al minimo indispensabile. Esco e vado a fare la spesa nel posto più vicino a casa mia. Non posso lasciare mio figlio da solo a casa e devo andare al lavoro, lo lascio dai nonni. Altrimenti, si deve restare a casa. Ci viene chiesto un sacrificio, più siamo seri nel rispetto di queste norme, prima riusciremo a tornare alla nostra vita normale".

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