23/10/2020

CORONAVIRUS

Nuove restrizioni, ecco le indicazioni del vescovo

Le indicazioni in comunione con i vescovi del Triveneto

“Troppi personalismi e divisioni”

ROVIGO - Ecco le indicazioni del vescovo Pierantonio Pavanello per tutto il territorio della diocesi, in comunione con i vescovi del Triveneto.

A seguito di quanto stabilito con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 (di seguito “Decreto”), fino alle 24 di venerdì 3 aprile 2020, in comunione con i Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto, per la Diocesi di Adria-Rovigo dispongo quanto segue:

1. Evitare sempre ogni assembramento di persone e rispettare sempre il criterio di garantire non meno di un metro di distanza fra le persone, ai sensi dell’Allegato 1 lettera d) del Decreto;

2. Si possono tenere aperti i luoghi di culto, senza organizzarvi alcun tipo di celebrazione religiosa e a condizione di adottare misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro di cui al n. 1; si mantengano senza acqua benedetta le acquasantiere;

3. Essendo sospese tutte le celebrazioni religiose aperte al pubblico, comprese quelle funebri:
a. nell’impossibilità di adempiere al precetto festivo, ai sensi del can. 1248 § 2, i fedeli dedichino un tempo conveniente all’ascolto della Parola di Dio, alla preghiera e alla carità; possono essere d’aiuto anche le celebrazioni trasmesse tramite radio, televisione e “in streaming”, nonché i sussidi offerti dalla Diocesi;

b. nell’impossibilità di ogni celebrazione esequiale, è consentita la sola benedizione della salma al cimitero, in occasione della sepoltura o all’obitorio, prima della cremazione, rispettando le condizioni di cui al n. 1;

c. i battesimi e i matrimoni sono consentiti senza solennità, a condizione che si chiuda il luogo della celebrazione, presenti i soli padrini/testimoni, rispettando le condizioni di cui al n. 1;

d. il sacramento della penitenza può essere celebrato nella sola forma del “Rito per la riconciliazione dei singoli penitenti”, rispettando le condizioni di cui al n. 1; S. Messe, feriali e festive; sacramenti, inclusi battesimi, prime comunioni e cresime; sacramentali, liturgie, stazioni quaresimali e pie devozioni, quali la Via Crucis; e quant’altro.

4. Sospendere gli incontri del catechismo (anche gruppi giovanili, attività di oratorio e simili) nonché le attività formative e ludiche di patronati e oratori, incluse le uscite, i ritiri e quant’altro (come per le scuole);

5. Per le attività delle società e associazioni sportive e per i bar ci si attenga esattamente a quanto stabilito dal Decreto (si vedano, in particolare l’art. 2.1 lettera g);

6. Sospendere feste, sagre parrocchiali, concerti, serate culturali, rappresentazioni teatrali, proiezioni cinematografiche e quant’altro;

7. Sono chiusi la Curia vescovile, il Seminario, la Casa GP2; la Biblioteca del Seminario e l’Archivio diocesano;

8. Si sospenda la visita per la benedizione annuale delle famiglie; rimane invece possibile visitare i malati gravi per offrire loro conforto spirituale e, se del caso, l’unzione degli infermi e il viatico.

9. Le attività caritative possono continuare solo alle seguenti condizioni:

a. i centri d’ascolto e gli altri servizi della Caritas diocesana e delle Caritas parrocchiali e realtà affini: garantendo le condizioni stabilite al n. 1 e le disposizioni date da Caritas diocesana che si possono trovare sul sito della diocesi;

b. le mense dei poveri: garantendo le condizioni di cui al n. 1, altrimenti distribuendo cestini con i pasti che non potranno però essere consumati all’interno delle strutture;

c. nei dormitori: garantendo le condizioni di cui al n. 1, altrimenti attraverso un presidio sanitario garantito dalla competente autorità pubblica.

Si confida che anche questo tempo diventi occasione propizia per accrescere in tutti l’impegno pastorale e civico, il senso di carità e solidarietà tra le persone e le comunità, e si esprime riconoscenza a tutti coloro che sono più direttamente coinvolti nell’aiutarci ad affrontare l’attuale emergenza.

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