24/10/2020

ALLARME CORONAVIRUS

"La sicurezza si ferma davanti ai cancelli delle fabbriche", scioperi in tutto lo Stivale

Molti lavoratori incrociano le braccia per protestare contro il nuovo decreto

Salgono i contagiati da Coronavirus in Veneto: 273

ROVIGO - La Fiom ha reagito al nuovo decreto sull'emergenza coronavirus con una dura nota che spazia dal bisogno di proteggere il lavoro degli operai a quello di tutelare la loro salute. La segretaria generale Francesca Re David definisce "inaccettabile la mancanza nel nuovo Dpcm di misure e iniziative volte alla protezione dei lavoratori che stanno garantendo la tenuta economica del Paese in una condizione di grave emergenza" e chiede "al governo la convocazione urgente di un confronto per affrontare la situazione di emergenza dei lavoratori metalmeccanici".

La Fiom chiede di "mobilitarsi da subito per iniziative tese a verificare che ai lavoratori siano garantite dalle imprese le condizioni di salute e sicurezza anche attraverso fermate per una riduzione programmata delle produzioni". 

Da ogni parte del Paese, intanto, arrivano segnalazioni di lavoratori che lamentano scarsa attenzione da parte dei datori e che di conseguenza incrociano le braccia in segno di protesta per la "mancata adozione di misure ritenute "idonee" per il contenimento del coronavirus".

"La zona rossa, i divieti a circolare, l'applicazione delle misure di massima precauzione, le multe si fermano davanti ai luoghi di lavoro. Negli autobus sovraffollati, nei treni carichi di pendolari, nelle catene di montaggio la lotta contro la pandemia si ferma. Mentre il sistema sanitario è quasi al collasso e regge solo sul sacrificio generoso e impagabile di tutte le sue operatrici e operatori, centinaia di migliaia di operaie ed operai, e non solo, sono costretti a esporre se stesse/i e le loro famiglie al contagio. Produzioni e servizi non essenziali non si fermano. Bisogna continuare a lavorare. Una follia già pagata cara! Nella zona della bergamasca, una delle aree più colpite della Lombardia e del paese, oggi nel giornale L'Eco di Bergamo c'erano 102 necrologi. La zona rossa si è fermata al limitare delle zone più industrializzate e nelle terapie intensive adesso non ci sono soltanto i vecchi: ci sono giovani, lavoratrici e lavoratori - così denuncia Rifondazione Comunista Veneta - Il governo Conte, succube delle pressioni di Confindustria, non ha il coraggio di fare la cosa più sensata in questo momento: ridurre al minimo indispensabile le attività produttive e dei servizi garantendo i redditi di tutte/i. Se si vuole veramente fermare il contagio si fa così, tutto il resto viene dopo. Questo hanno fatto in Cina nelle regioni colpite, così va fatto nel nostro paese. Se il governo insiste in questa posizione, non riesce cioè a liberarsi dai condizionamenti di Confindustria, non c'è che una strada: i sindacati proclamino lo sciopero generale. Il lavoro si difende così".

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