22/10/2020

IL CASO

L'appello di Cgil: "Iras, la soluzione è alle porte ma non arriva mai"

A preoccupare anche il nuovo incarico affidato al direttore di un istituto per anziani di Verona

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ROVIGO - "Sono mesi che assistiamo a dichiarazioni della Regione, con l’assessore Manuela Lanzarin, e del sindaco di Rovigo, dove si comunica che le soluzioni per l’Iras sono alle porte, ma ad oggi nulla di fatto. L’Iras è commissariato da quasi 4 anni perché la Regione ha valutato che l’Ente era a rischio default. I Lavoratori in questo periodo hanno fatto molto bene il loro dovere, non solo nel far funzionare una così importante struttura che da assistenza a circa di 320 Ospiti, ma anche nell’essere parte attiva nella strategia di risanamento messa in atto. Da 7 anni i lavoratori non prendono un euro di produttività malgrado l’Ente debba a loro circa 800mila euro, e lo hanno fatto coscientemente perché amano il loro posto di lavoro. Si sono rimboccati le maniche ben coscienti che il futuro dell’Iras passa attraverso la qualità del servizio erogato, tenuto alto dall'impegno giornaliero, vero plus valore di questo Ente". Così interviene il segretario generale della Fp Cgil, Davide Benazzo.

"Ora scopriamo una delibera dell’Istituto Anziani di Verona dove si concede un incarico del direttore generale D.ssa Adelaide Biondaro di sei mesi presso l’IRAS. Dopo quasi due anni di discussioni su di un progetto che riguarda Casa Serena con il coinvolgimento di Ater, che ogni domani sembra andare in porto e che dovrebbe finalmente determinare la stabilizzazione dell’Iras, una nuova sorpresa che sembra chiaramente sottolineare che forse le idee non sono ben chiare e nemmeno condivise. Non solo non si discute di salario accessorio, organizzazione del lavoro e di investimenti sul personale, malgrado i carichi di lavoro fortemente usuranti e le tante ricadute negative sulla salute degli stessi, ma la cosa più grave è che si continua a lasciare oltre 200 Lavoratori nell’incertezza del futuro".

"Basti pensare che all’Iras ci sono circa 40 operatori a tempo determinato, la situazione di precarietà più alta di tutte le strutture pubbliche del nostro territorio. Da mesi chiediamo di iniziare una stabilizzazione del personale senza vedere azioni concrete, e ora ci troveremo costretti a denunciare questa situazione agli organi competenti e ad attivare le necessarie azioni legali. Ma la cosa che veramente preoccupa è che l’idea di fondo sia quella di mettere in discussione
l’idea di gestione pubblica. Ogni volta che un CdA o Direzione ha pensato di esternalizzare i servizi o trasformare l’Ente, la prima cosa che ha fatto è stata bloccare le assunzioni a tempo indeterminato, creando un’ampia porzione di dipendenti precari a cui non si deve rendere conto in caso di riduzione della pianta organica ed esternalizzazioni o peggio privatizzazioni. Se a questo aggiungiamo l’incomprensibile tergiversare sul futuro dell’IRAS, diventa semplice fare “brutti pensieri” e pensare
che qualcuno stia valutando soluzioni ben diverse per Casa Serena. Tutto questo sta avvenendo senza confronti con le Parti Sociali, sia da parte della Regione, dove più volte abbiamo chiesto alla Lanzarin un confronto, che del Comune che ad oggi non ha ancora attivato un tavolo ufficiale con i Sindacati dove spiegare le motivazioni di questo incomprensibile stallo".

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