07/08/2020

ALLARME TRUFFE

Raggiro del tampone, l'appello del Prefetto "Non aprite"

"Al momento non è in atto alcuna campagna di questo genere" spiega

Raggiro del tampone, l'appello del Prefetto "Non aprite"

ROVIGO - Un appello molto chiaro, che il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca ha voluto lanciare, alla luce di un odioso fenomeno di sciacallaggio che si sta verificando tra Bassa Padovana e Polesine e che vede squallidi malviventi fare leva sulla comprensibile paura che il Coronavirus sta diffondendo tra la popolazione. In questi giorni, infatti, sono stati segnalati truffatori che si presentano alla porta dicendo di essere infermieri e che devono eseguire un campione per valutare la positività al Coronavirus. "Al momento non è in atto alcuna campagna di questo genere", ha voluto spiegare il Prefetto.

Si tratta, infatti, di uno stratagemma per sfruttare la paura e la pensione per penetrare nelle case delle persone e derubarle. Lo schema, infatti, in questi casi prevede che mentre uno dei finti infermieri parla con la persona, l'altro giri per la casa, rubando. Non esiste nessuna procedura, allo stato, che veda il personale sanitario, ma nemmeno volontari, battere porta a porta le abitazioni per eseguire tamponi.

Di conseguenza, a fronte di richieste del genere, si deve chiamare immediatamente il 112, o il 113, dal momento che le forze dell'ordine sanno benissimo come gestire delinquenti del genere. Nella giornata di lunedì sono stati segnalati due episodi, tra Sarzano e Mardimago. In entrambi i casi, per fortuna, i furti con raggiro sono stati solamente tentati, dal momento che le vittime designate si sono ben guardate dall'aprire la porta. E' esattamente questo il comportamento che il Prefetto invita a tenere, per stroncare questo fenomeno, indegno e odioso, come chi lo mette in atto.

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