07/04/2020

ACCADEMIA DEI CONCORDI

Parlamenti e piazze, a lezione di politica

Continuano gli incontri di formazione socio-politica. Il prossimo appuntamento sarà venerdì 6 marzo

Elezioni e parlamento, parola ai giovani

ROVIGO - “Parlamenti e piazze: rappresentanza e partecipazione, eletti ed elettori”. Questo il tema del secondo di cinque incontri di formazione socio-politica organizzato dalla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali (Cdal) in Accademia dei Concordi con il patrocinio di Comune e Provincia di Rovigo, venerdì scorso.

Un argomento attuale a poco più di un mese ormai dal referendum del 29 marzo prossimo che ha visto intervenire la professoressa Daniela Ropelato, docente di Scienza politica all’Istituto universitario Sophia di Loppiano (FI) e di Analisi politiche pubbliche alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino di Roma nonché consulente dell’ufficio nazionale Pastorale sociale e lavoro della Cei.

La lezione è partita da un focus iniziale sui parlamenti nel mondo con una rapida panoramica della situazione: dietro alla Cina (ben 2980 membri) e l’Inghilterra (1400 membri ma 800 dei quali, i “Lords”, non nominati dal popolo) l’Italia è il terzo Paese con più eletti. L’eventuale passaggio della riforma costituzionale degli articoli 56, 57 e 59, che prevede in sostanza la riduzione dei parlamentari elettivi da 630 a 400 per i deputati e da 315 a 200 per i senatori mantenendo un ruolo sostanzialmente uguale delle due Camere (con relativo dibattito parallelo che si apre sul bicameralismo perfetto), al di là del risparmio effettivo - circa una sessantina di milioni di euro l’anno - modificherebbe lo scenario in modo radicale. Cambiando, in pratica, il rapporto numerico tra eletti ed elettori.

Il nodo evidente, come rilevato anche dalla Ropelato, appare dunque la questione della rappresentanza: attualmente c’è un parlamentare ogni 63mila cittadini circa ma le cose potrebbero mutare presto in maniera importante con il rischio conseguente, per alcune porzioni di territorio, di perdere i propri interlocutori diretti a livello centrale.

A fianco dei parlamenti intesi come aule di dibattito, negli ultimi anni è cresciuto poi sempre più il ruolo delle piazze partendo da quella globale, internet, che ha portato concetti e idee nuove come quello di e-democracy: la professoressa ha proposto una seconda carrellata partendo dalla “rivoluzione degli ombrelli” di Hong Kong e toccando Santiago del Cile, Beirut, Bagdad, i “gillet gialli” di Parigi ma anche i “Fridays for future” di Greta Thumberg fino alle sardine, fenomeno tutto nostrano. Piazze dunque come luogo di discussione in cui la Ropelato ha isolato diversi elementi comuni: apartitismo, meno ideologia e violenza, leadership diffusa e condivisa, maggior ruolo per donne e giovani, obiettivo dichiarato integrare e non sostituire le istituzioni esistenti.

Di qui l’esigenza di “radicalizzare la democrazia riscoprendone le radici dal basso”, ripartendo dal ruolo dell’educazione civica nelle scuole e dal coinvolgimento della rete di “attori collettivi”, come ad esempio il mondo del volontariato. “Occorre un lavoro di costruzione comunitaria - ha concluso il relatore - e un piano strategico per una nuova governance, una politica orientata al bene comune avendo occhio anche ai beni comuni”. A vestire il ruolo di facilitatrice della serata, Camilla Maduri; prossimo incontro, il terzo della serie, venerdì 6 marzo sempre in Accademia con appuntamento alle ore 18 su opinione e verità, relatore il professor Marco Martino.

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