05/06/2020

POLIZIA

Minacce col coltello, poi rissa in strada tra profughi

È successo alle porte di Rovigo. Traffico bloccato e un arresto

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Una rissa (foto d'archivio)

ROVIGO - Una vera e propria spedizione punitiva, un regolamento di conti tradottosi in una furibonda rissa in strada in viale Vittorio Veneto, alle porte del centro di Rovigo, che ha anche bloccato il traffico, per poi lasciare un giovane maliano a terra, pestato a lungo, semidenudato, con le scarpe strappate e lanciate via, la bici scagliata lontano. Questa la prima ricostruzione di un episodio che ha choccato tante persone.

A picchiare il maliano, tanto che ieri sera si trovava ancora in ospedale, secondo le prime segnalazioni, tre pakistani, come lui rifugiati, ospitati in alcuni appartamenti in città, sotto la supervisione di una nota associazione che si occupa di accoglienza in città. I fatti si sarebbero svolti, a varie riprese, tra la mattinata e il tardo pomeriggio di martedì scorso. Tutto sarebbe iniziato all’interno dell’appartamento che ospita sia i pakistani che il maliano. Tra uno dei primi e il secondo sarebbe avvenuta una violenta lite in cucina, nel corso della quale sarebbero volati piatti, col pakistano che, alla fine, avrebbe anche minacciato il maliano con un coltello che si trovava lì.

L’immediato intervento degli operatori del centro avrebbe consentito di riportare la calma. Solo momentaneamente, però, dal momento che la rabbia e i livori sarebbero esplosi nuovamente, poco prima delle 18, quando i pakistani e il maliano si sarebbero incrociati per strada, andando e tornando dal centro, non distante dalle scuole di viale Vittorio Veneto.

Prima offese, poi la rissa vera e propria. Il maliano sarebbe stato aggredito dai tre pakistani che, in gruppo, sarebbero riusciti ad avere ragione della sua resistenza, per quanto accanita. Colpito da una scarica di pugni, sarebbe poi stato incappucciato col suo stesso cappotto, pestato, gettato a tera, semidenudato e preso a calci nei testicoli. Una violenza feroce, protrattasi per vari minuti, sotto gli sguardi allucinati di chi, giocoforza, era stato costretto a fermare la propria marcia in viale Vittorio Veneto, invasa dai contendenti.

Inevitabile, per fortuna, la chiamata al 113, con la volante accorsa in pochi istanti. E’ infatti emerso con chiarezza come il maliano avesse necessità di ricorrere alle cure mediche. Del resto, a circa 24 ore dall’aggressione, si trovava ancora in ospedale. Non rischia la vita, ma il pestaggio pare avere lasciato segni dolorosi e che necessitano di cure.

Dopo l’aggressione, i pakistani sarebbero scappati. Uno è stato inseguito e immediatamente arrestato dal personale delle Volanti, immediatamente mobilitatosi. Un altro è stato individuato poco dopo e denunciato a piede libero, mentre al momento non è chiaro se, effettivamente, come parrebbe dalle dichiarazioni dal maliano, alla rissa abbia partecipato un terzo pakistano; in caso positivo, resta da vedere se sarà possibile identificarlo.

Ora, per l’arrestato, si profila all’orizzonte, l’udienza di convalida, presumibilmente nella giornata di oggi, domandata dal pubblico ministero Andrea Bigiarini. A questa, dovrebbe fare seguito il processo per direttissima.

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