20/06/2021

LEGAMBIENTE

"Per combattere lo smog bisogna chiudere il centro"

Per l'associazione ambientalista, l'amministrazione comunale deve adottare misure forti

Fiab No allo Smog 11

ROVIGO - "Come previsto dall'Accordo Padano, è scattato oggi il semaforo rosso per la città di Rovigo, dopo almeno dieci giorni consecutivi di sforamento del limite di legge del Pm10, sforamenti che nella maggior parte dei casi sono ben al di sopra non solo del limite giornaliero (50 µg/m³) ma anche del limite di protezione umana secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (20 μg/m³): tra le misure principali scatta dunque il blocco delle auto e dei veicoli fino agli Euro4 in un capoluogo che nel 2018 si è classificato terzo a livello nazionale per sforamenti da polveri sottili (dati Dossier Mal'aria 2020 di Legambiente)".

Comincia così l'analisi di Legambiente, dopo che a Rovigo la qualità dell'aria si è confermata tanto degradata da meritare, ancora una volta, la zona alta della classifica nazionale, portando all'attivazione del massimo livello di allerta (LEGGI ARTICOLO).

"E’ di nuovo allarme smog, ma è sempre la penultima emergenza, perché le rilevazioni dell’Arpav ci raccontano un problema strutturale che va avanti da almeno dieci anni – commenta Giulia Bacchiega, presidente di Legambiente Rovigo – necessaria l’immediata applicazione dei blocchi previsti dell’Accordo Padano, ma si tratta di misure emergenziali che non affrontano la questione alla radice".

"Serve invece che l’Amministrazione comunale prosegua sempre più nella realizzazione di misure strutturali per contrastare l’inquinamento atmosferico e tutelare la salute umana - prosegue Bacchiega - è fondamentale incentivare una mobilità alternativa a quella dell’auto privata dal trasporto pubblico, alle rete di piste ciclabili, fino a una differente politica tariffaria sulla sosta e alla creazione di centri urbani senz'auto e zone ztl a 30km/h".

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