31/10/2020

CIMICE ASIATICA

“Non possiamo lavorare con le cimici addosso”

Agricoltori in protesta giovedì 30 gennaio a Ferrara

"La cimice asiatica sta devastando le colture"

La cimice asiatica

ROVIGO - “Non possiamo lavorare con le cimici addosso”: è con questo appello al governo che gli agricoltori polesani sfileranno sotto le insegne di Agrinsieme nelle piazze di Ferrara giovedì 30 gennaio, assieme ai tanti ortofrutticoltori e cerealicoltori di Confagricoltura, Cia, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari che dal Veneto e dall’Emilia Romagna affluiranno nella città estense. A Ferrara gli imprenditori agricoli di Agrinsieme dopo aver attraversato la città con numerosi trattori si ritroveranno al mattino in zona Darsena, e da qui si dirigeranno a piedi per le vie del centro.    

Il motivo della protesta? I ritardi del governo nell’affrontare l’invasione della cimice asiatica che ha gravemente compromesso i raccolti delle ultime due annate agricole e che, se non risolta, altri danni è destinata a creare all’agricoltura del Nord-Est e non solo.

La richiesta, già presentata al Ministero con urgenza lo scorso dicembre da Agrinsieme, riguarda l’inserimento della cimice asiatica nelle “calamità naturali” per poter così accedere – previo l’assenso della Comunità europea – alla specifica legge che prevede indennizzi, sgravi fiscali e sospensione dei mutui per le imprese agricole colpite. Gli agricoltori sollecitano anche contributi per l’installazione di reti anti-cimice nei campi a scopo preventivo, nel tentativo di limitare le perdite di produzione nel 2020, e il lancio di insetti antagonisti per avviare a breve la lotta biologica. Confagricoltura e le organizzazioni aderenti ad Agrinsieme hanno infine proposto al governo di integrare con fitofarmaci  la difesa con reti, almeno in attesa dell’immissione della vespa samurai  (che ad oggi resta in fase di sperimentazione), per avviare la lotta biologica.

Un’altra annata come quella di quest’anno e soprattutto i frutticoltori saranno costretti a estirpare pereti, meleti, piantagioni di kiwi, di pesche, di nettarine” spiega il presidente di Confagricoltura Rovigo, Stefano Casalini. “Siamo esasperati dai danni della cimice asiatica, impotenti di fronte alla distruzione delle nostre coltivazioni. La mancanza di strumenti validi per debellare l’attacco dell’insetto ci sta ponendo di fronte a una strada a senso unico”.

La provincia di Rovigo ha un posto importante a livello  veneto nella produzione frutticola: sono 401 gli ettari a melo, 211 a kiwi ma di particolare importanza anche a livello nazionale è la presenza di aziende produttrici di pere: sono circa 250 per un totale di 1.009 ettari e una produzione complessiva di 261.234 quintali (dati 2017). I frutticoltori nell’annata scorsa hanno subito una perdita di reddito medio dal 40% al 100%  del raccolto con un danno di circa 8.000 euro a ettaro.

“Solo la produzione di pere in provincia di Rovigo determina un reddito lordo di circa 16 milioni di euro” afferma Casalini, che conclude: “O forse dovremo dire determinava?”.

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