20/10/2020

L’INAUGURAZIONE

440 anni di Accademia dei Concordi

Questa mattina inaugurazione del nuovo anno accademico in Sala degli Arazzi

“Concordi, passato e futuro polesani”

ROVIGO - Questa mattina è stata inaugurato l'anno 440 dell'Accademia dei Concordi. Un anno importante per una delle più importanti istituzioni rodigine.

Il primo cittadino Edoardo Gaffeo, durante le celebrazioni di stamattina, ha detto: “L’Accademia dei Concordi è un fiore all’occhiello della nostra città. Negli anni ha dato luce al patrimonio culturale che custodisce al suo interno ed ha ospitato personaggi di assoluto prestigio. Con il recente accordo storico firmato con l’amministrazione comunale, continua il percorso insieme e devo ringraziare l’Accademia per il lavoro straordinario profuso che sta facendo per il bene della città di Rovigo”.

Il presidente Giovanni Boniolo, prima della sua relazione, ha chiesto di osservare un minuto di silenzio per ricordare i soci che hanno lasciato l’istituzione in questi mesi: Fernando Cavazzutti, Annabella Degan, Gianfranco Schiesaro. E poi un pensiero è andato, vista la imminente ricorrenza, a tutti coloro che hanno avuto la sventura di cadere nelle mani dei nazi-fascisti durante quei giorni bui.

Vorrei invece focalizzarmi su un tema che sta caratterizzando questo mio periodo di reggenza dell’istituto ovvero l'‘Accademia come polo identitario dei rodigini e dei polesani’ - ha affermato il presidente - Non è semplicissimo dire che cosa si intenda per identità. Molti si sono spesi per chiarire questo concetto attraverso vie assai disparate. Un deposito culturale è tutto ciò che, in un modo o nell’altro, contiene informazione. Ma è pure la nostra memoria individuale con le informazioni che essa contiene e che vengono affiancate da tutte quelle false notizie da cui siamo pericolosamente attratti”.

“Esistono depositi culturali individuali e depositi culturali collettivi - ha proseguito Boniolo - e, ovviamente, esiste una gerarchia d’importanza dei depositi culturali sia individuali che collettivi. Ebbene, l’Accademia dei Concordi è un deposito culturale collettivo. Sicuramente uno dei tanti a livello nazionale o internazionale; ma per noi, nati o abitanti questa parte d’Italia, è il deposito più importante in quanto in essa vi è l’informazione che consente di avere un’identità culturale unica, diversa da quella di un padovano, di un catanese, di un aostano, di un madrileno, di un parigino”. “Dovremmo essere orgogliosi di essere rodigini e polesani anche perché orgogliosi di avere l’Accademia dei Concordi che contiene la nostra storia e il nostro futuro” ha concluso Boniolo, lasciando la parola a Francesco Sabatini, presidente emerito dell’Accademia della Crusca, che ha discusso la tesi secondo cui “Oggi è il popolo che apprezza di più l’italiano”.

Al termine delle celebrazioni hanno ricevuto l’investitura dei nuovi soci accademici ordinari, corrispondenti ed onorari: Marco Avezzù Pignatelli, Lino Pietro Callegarin, Carmine Fruncillo, Mariapaola Galasso, Alessandro Massarente, Paolo Scorzoni, Lino Segantin, Leopoldo Benacchio e Francesco Sabatini.

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