31/10/2020

ROVIGO

Navigazione, Crivellari scommette sull’Autorità Portuale di Venezia 

“Le due mission delineate in quell’occasione per la nostra interportualità sono commercio e turismo e il loro trait d’union ideale è l’ambiente"

diego crivellari

Diego Crivellari

ROVIGO - “Per il rilancio della navigazione interna serve un interlocutore di alto livello come l’Autorità Portuale di Venezia”. Lo sostiene Diego Crivellari, ex parlamentare del PD e membro nella scorsa legislatura della IX Commissione alla Camera (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni), tra le altre cose delegato ministeriale al convegno tenutosi sull’argomento all’Interporto di Rovigo ai primi di dicembre.

“Le due mission delineate in quell’occasione per la nostra interportualità - commenta - ovvero commercio e turismo, non sono incompatibili tra loro, anzi: il loro trait d’union ideale è l’ambiente, quell’economia green che integra percorso ciclabili, e quindi sostenibilità, con le chiatte per il trasporto delle merci. Incentivi possibili per questo tipo di sviluppo non mancano, penso a ZLS e Marebonus, ma tutto questo non basta per far funzionare un sistema frammentato, occorre una regia in grado di raccordare realtà come Mantova, Cremona, e poi giù Rovigo, Porto Levante, Chioggia fino alla stessa Venezia”. L’importante, per Crivellari, è “fare sistema, senza procrastinare oltre una vicenda lasciata spesso in fondo all’agenda politica: dobbiamo fare quel salto di qualità che permetta di andare oltre la burocrazia e lo spacchettamento tra tanti, troppi enti, si tratta di una questione nodale per l’idrovia padana, il Veneto e il nord del Paese”.

Tornando al convegno, l’ex deputato parla di “evento che ha consentito di fare sintesi sullo stato dell’arte dal punto di vista istituzionale, legislativo, economico e che va inteso come punto di partenza. È stato - rimarca - un momento fondamentale e molto partecipato che ha permesso di acquisire input e informazioni con lo scambio delle varie esperienze riaccendendo finalmente i riflettori sulla questione della navigazione”. E ancora: “Siamo riusciti, ritengo, ad aprire un ‘varco‘ con il nuovo ministro (Paola De Micheli, titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti), aspetto centrale come la partecipazione della Regione Veneto. Ora si tratta solo di non disperdere il lavoro ripartendo proprio dalle conclusioni di quel giorno”.
Il dibattito si era chiuso dopo aver delineato alcuni punti da affrontarsi nel 2020, in prima battuta proprio quella ZLS a proposito della quale “non va dimenticato che Marghera e il Polesine, beneficiari dei fondi previsti dall’emendamento, hanno come punto di contatto proprio l’asta navigabile che non potrà restare un impegno sulla carta dopo l’inserimento in legge di bilancio. Occorre comunque creare le condizioni per un’alleanza istituzionale che veda coinvolti Regione, Confindustria, Camera di Commercio, Provincia e Comuni rivieraschi: l’esempio di Mantova - incalza Crivellari - dimostra chiaramente che, se ci si crede, l’acqua può rilevarsi fattore di crescita e sviluppo”.

L’ex deputato ne è convinto: “Per il rilancio della navigazione interna servono rapporti più stretti tra tutti gli attori, inclusi Governo centrale e UE, con le tante occasioni possibili (oltre alla ZLS va considerata anche l’opportunità offerta da Amazon) che indicano come il nostro sistema idroviario ha già un suo sbocco naturale verso il mare. Ambizioso? Io dico invece che è realistico : in Europa va così, dove funzionano i porti funziona anche l’entroterra, dobbiamo solo considerare il sistema in modo più ampio, guardando ad esempio anche alla Cina e alla sua ‘Via della Seta’ che ha in Ravenna, Trieste e soprattutto Venezia crocevia e snodi strategici”.

Crivellari dedica anche una battuta finale al turismo. “Lungo la via d’acqua c’è maggior vivacità che in passato, è innegabile - prosegue ancora -: sarà determinante però riuscire a scommettere su un modello non fine a sè stesso ma con una sua vocazione, quella ‘lenta’, capace di guardare alla sostenibilità che tanto alletta olandesi, francesi, tedeschi e anche americani e che nei progetti della Ven.To. o nel nuovo Corridoio Adriatico può avere le sue eccellenze. È nelle nostre corde, vent’anni fa era da visionari ma ora non più: il nostro Polesine - conclude -, se sarà in grado di attrezzarsi e offrire pacchetti specifici potrà diventare a pieno titolo luogo di arrivo, vera e propria destinazione, e non esser più solo una semplice tappa di transito. La filiera già esiste: dobbiamo solo deciderci ad agganciarla”.


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