24/10/2020

ROVIGO

Caso Tugnolo, "Ora basta, sta facendo male al territorio"

Anche Articolo Uno chiede la rimozione del commissario liquidatore

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Pierluigi Tugnolo del Consorzio Rsu

ROVIGO - Anche Articolo uno chiede la rimozione di Pierluigi Tugnolo da commissario liquidatore del Consorzio Rsu. Lo stallo del sistema rifiuti, con la mancata firma sulla fusione tra Ecoambiente ed Rsu preoccupa sindaci e politica. Come già hanno fattogli esponenti del Forum anche la formazione di sinistra chiede la sostituzione di Tugnolo.

Articoli 1 Mdp, che a Rovigo sostiene la giunta guidata da Gaffeo dice che “da sette anni quella che doveva essere una condizione transitoria destinata alla razionalizzazione tra servizi locali e servizi rivolti al territorio provinciale attraverso la nomina di un liquidatore del Consorzio Rsu, si è trasformata in una vicenda dai risvolti indefiniti: piccoli potentati locali, una visione politica di basso profilo, ambizioni di singoli soggetti pubblici e privati, sfruttando l’assenza (quantomeno apparente) del ruolo della Regione Veneto, hanno finito per far prevalere logiche dalle quali ‘l’interesse dei cittadini e la qualità dei servizi e del lavoro’ sono evaporati”.

E ancora: “Al di là delle vicende tecniche chi cerca di operare a discapito dell’interesse collettivo trova copertura, il dato di fatto reale è rappresentato dalla pervicace volontà di non dare soluzione ai problemi. Chi dovrebbe facilitare le soluzioni per liquidare l’esistente e consentire l’avvio di una nuova gestione dei rifiuti che guardi alla prospettiva del servizio nel nostro territorio, si trincera dietro cavilli burocratici che rendono ogni ipotesi di soluzione impraticabile. Il liquidatore Pierluigi Tugnolo ha preferito sottrarsi non presentandosi all’appuntamento con Edoardo Gaffeo sindaco di Rovigo, disattendendo così le stesse decisioni dei Comuni che fanno parte del Consorzio Rsu”. Articolo 1 si chiede. “In nome e per conto di chi agisce se disattende le decisioni della maggioranza dei soci del Consorzio Rsu? Se ne dovrebbe desumere, salvo smentite e secondo logica visti i suoi comportamenti, della sola Regione Veneto che lo ha nominato. Se fosse così sarebbe opportuno allora capire in ragione di quale mandato ricevuto? Se la Regione Veneto non ha responsabilità, dichiari il fallimento del liquidatore, lo rimuova e proceda alla sua sostituzione immediata, verificando anche se sussistano le condizioni per valutare eventuali danni economici. Come Articolo Uno sollecitiamo il liquidatore del Consorzio Rsu e la Regione Veneto a fornire risposte chiare in tal senso”

E poi ai Comuni: “A questo punto i sindaci debbono prendere decisamente le distanze, assumendo una chiara e netta azione rivolta a tutelare i cittadini che li hanno eletti, contro chi agisce in contrasto con l’interesse che rappresentano. Il rischio che quanto appartiene alla comunità polesana, divenga oggetto di acquisizione da parte di soggetti esterni al Polesine, appare oggi sempre più realistico. Noi non saremo d’accordo, intraprenderemo qualsiasi azione affinché a pagare sia chi ha causato realmente il danno e lo faremo coinvolgendo direttamente l’opinione pubblica. Sulle ricadute di scelte ambigue riferite al servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti in Polesine, sui destini di alcune centinaia di dipendenti impegnati a garantire, attraverso il loro lavoro, la qualità e il benessere del vivere dei cittadini, a parte i sindacati e pochi altri soggetti, sembra invece essere sceso il silenzio. Anche su questo aspetto, qualora si ponessero a rischio queste centinaia di posti di lavoro, le dirette responsabilità andranno in capo a chi ha svolto una partita giocata sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori”. E dunque “le amministrazioni locali, le forze politiche e civiche devono mobilitarsi facendo fronte comune a difesa delle prerogative di un territorio troppo spesso maltrattato. Noi di Articolo Uno faremo la nostra parte”.

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