21/10/2020

ROVIGO

"Solo quando chiuderete il Consvipo ne sentirete la mancanza. Ma sarà tardi"

La riflessione sulla vicenda del Consorzio dell'ex presidente della Provincia, consigliere comunale, Federico Saccardin

"Solo quando chiuderete il Consvipo ne sentirete la mancanza. Ma sarà tardi"

"Le recenti decisioni assunte dall'assemblea del Consvipo e le successive dichiarazioni del presidente della Provincia mi inducono alcune riflessioni che vorrei condividere con i cittadini polesani", inizia così la nota dell'ex presidente di Palazzo Celio, oggi consigliere comunale con il Forum dei Cittadini, Federico Saccardin, in merito alla vicenda Consvipo.

"Nella mia esperienza di segretario della Cisl e di Presidente della Provincia per due mandati ho avuto modo di interloquire, prima, e di condividere, poi, con il Consvipo una intensa attività finalizzata allo sviluppo economico del Polesine come luogo di progettazione, condivisione e sintesi non solo tra istituzioni, ma anche con il mondo del lavoro, delle imprese e del credito - spiega la nota - Anche in quegli anni vi sono stati attacchi al suo ruolo nella previsione di una sua chiusura creando antagonismi e prospettive effimere che si sono verificate dannose per chi si è lasciato coinvolgere; ricordiamo tutti le vicende dell’Eurobic e del Consorzio del Conselvano e la risposta a quegli attacchi fu quella di raccogliere in positivo la sfida rafforzando il ruolo e il senso di appartenenza dei Comuni polesani a questo ”strumento” in cui possono esprimere una effettiva soggettività. Il Consvipo in quegli anni è stato il luogo della progettazione condivisa realizzando due patti territoriali, l’intesa programmatica d’area, favorendo la istituzione dei distretti e tanto altro…La saggezza popolare ci dice che “si conosce il valore di quello che si ha quando viene a mancare” e purtroppo non sarà più possibile dare vita ad un nuovo soggetto che raccolga i Comuni dell’intero Polesine perché non vi sono più gli strumenti legislativi che lo consentono".

"Uno dei problemi da sempre presente è lo squilibrio tra i rapporti societari interni che rendono i Comuni, se si utilizza il voto pesato piuttosto che la ricerca di soluzioni condivise, più spettatori che protagonisti tanto che nel mio primo mandato ridussi il peso della Provincia (che prima deteneva la maggioranza da sola) perché fosse necessaria la ricerca un consenso sugli obiettivi e sui programmi condiviso con i Comuni soci, a partire da quello di Rovigo. Avere un “soggetto unitario”, rappresentativo dell’intero Polesine è oggi ancora più necessario a fronte del ridotto ruolo della Provincia e non penso che aggregazioni tematiche o territoriali quali i GAL, il Contratto di Foce o la Zona logistica speciale, pur avendo ruoli importanti, possano raccogliere questi aspetti identitari della nostra Comunità che vanno salvaguardati per non ritornare ad essere dominio di altre realtà quali Venezia, Verona o Padova ,con le quali è necessario confrontarsi e rapportarsi senza subalternità".

"Per queste ragioni ho condiviso , come Forum dei Cittadini, la proposta del Sindaco di Rovigo che consente un riequilibrio del rapporto tra i Comuni soci e la Provincia, non per un disegno di egemonia ma per dare un contributo che consenta a noi, piccola Comunità, di avere un luogo in cui condividere le scelte per il futuro del Polesine e ,se non va bene la proposta di Rovigo, si ricerchi un’altra soluzione che preveda un più ampio ruolo dei Comuni. Ragionare sul futuro del Consvipo non dovrebbe prescindere da queste riflessioni per tornare a riunire lo “strumento” con l’identità della Comunità. Si discuta di questo partendo dal riordino dell’esistente, definendo nuovi compiti e governance, si abbandoni l’approccio puramente contabile, si faccia un piano di rientro e si individuino compiti qualificanti che sgravino oneri ai nostri Comuni e accrescano l’efficienza del sistema. Certo è più facile chiudere (forse), soprattutto per la Provincia che ne trarrebbe il maggior beneficio, non si tratta di difendere un baraccone, ma di cogliere l’occasione per discutere del nostro futuro". 

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