29/05/2020

Adria

La truffa che ti svuota il conto, denunciato un ventenne

La polizia ha scoperto un nuovo caso dopo la denuncia di una donna vittima del raggiro.

La truffa che ti svuota il conto, denunciato un ventenne

Nuovo caso della truffa che ti svuota il conto: tu pensi di stare vendendo un articolo online e di abilitare, a uno sportello bancomat o postamat, la ricezione del bonifico inserendo un codice, mentre in realtà stai dando facoltà al malvivente di svuotarti il conto di migliaia di euro.

Dopo alcuni mesi di indagine e collaborazione con altri uffici di polizia, il commissariato di Adria ha denunciato all'autorità giudiziaria in stato di libertà un ventenne di Brescia per truffa. Gli accertamenti di polizia giudiziaria sono scattati lo scorso marzo quando una quarantenne di Adria aveva denunciato di aver subìto un raggiro da 3.500 euro nel tentativo di mettere in vendita su internet un elettrodomestico. Secondo quanto è stato ricostruito dagli uomini della polizia, la tecnica utilizzata per indurre in errore la vittima è stata quella della cosiddetta truffa al contrario con la quale si guida telefonicamente il venditore-inserzionista a recarsi a determinati sportelli bancari o postali per effettuare determinate operazioni finanziarie che, anzichè consistere nel ricevere il denaro per l'oggetto messo in vendita, si risolvono nell'effettuazione di bonifici molto esosi nei confronti del truffatore, inizialmente e falsamente interessato a comprare il bene.

Dall'attività di polizia svolta è risultato che il ventenne aveva utilizzato una carta d'identità rubata a persona terza, del tutto ignara del fatto che la carta prepagata usata per la truffa fosse stata attivata a suo nome. I soldi così ingannevolmente carpiti dal giovane bresciano venivano a loro volta stornati su altre carte di credito intestate al medesimo o ad altri soggetti, guarda caso con numerosissimi precedenti per truffe, commesse con lo stesso modus operandi. Una tecnica di cui il ventenne è emerso essere utilizzatore seriale, avendo lo stesso posto in essere truffe di questo tipo ai danni di cittadini delle province di Palermo, Ferrara, Rovigo, Chieti, Pesaro e Oristano.

 

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