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Siccità e ambiente, "Il rischio di perdere le colture c'è"

L'assessore regionale Bottacin interviene sul tema per la salvaguardia del territorio

LUSIA - L’Assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile, Gianpaolo Bottacin, in visita a Lusia ha sottolineato il lavoro incessante di prevenzione svolto per la tutela e la salvaguardia del territorio e dei suoi abitanti.

La questione ambientale e climatica sta preoccupando il Polesine e il Veneto. Come si sta muovendo la Regione?

“Negli ultimi trent’anni abbiamo rilevato in Veneto una crescita della temperatura media di 1,5 gradi, più o meno mezzo grado ogni dieci anni. La Regione si sta quindi muovendo su due fronti: il primo è quello della mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e dall’altra parte dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Per la mitigazione ci siamo dotati già da tempo di una pianificazione anche sul miglioramento della qualità dell’aria quindi sulla riduzione dei gas clima-alteranti e su questo l’Ispra ha certificato che in Veneto la co2 è diminuita negli ultimi vent’anni, grazie a questa pianificazione di interventi relativa alle emissioni e alla qualità dell’aria che presenta settanta misure e una serie di investimenti che vantano più di un miliardo di euro negli ultimi tre anni. Dall’altra parte sul fronte degli adattamenti ai cambiamenti climatici che comportano fenomeni climatici molto diversi rispetto al passato, quelli che giornalisticamente vengono chiamate bombe d’acqua. Abbiamo definito un piano insieme all’università di Padova e al professor D’Alpaos, che è un luminare in campo idraulico, un piano relativo agli adattamenti ai cambiamenti climatici. Un piano che prevede centinaia e centinaia di opere e che vale oltre tre miliardi di euro di opere da realizzare”.

Che altro?

“Abbiamo quindi avviato questo piano, non avendo a disposizione tre miliardi e duecento milioni, ma negli ultimi quattro anni abbiamo avviato cantieri per oltre un miliardo di euro. La strada intrapresa è quella giusta e ce lo dicono i fatti perché con gli eventi di Vaia del 2018 ma anche con l’alluvione del 2020 che ha colpito la Pedemontana del Veneto abbiamo avuto dei danni sensibilmente minori rispetto a quello che avrebbe potuto accadere se non fossero state fatte queste opere. Non lo dico io ma i massimi esponenti in termini di sicurezza a livello nazionale. I soldi dei Veneti vengono investiti per la sicurezza dei Veneti e si procede in questa direzione sapendo che il piano è stato attivato e c’è ancora molto da fare”.

Per quanto riguarda l’attuale secca c’è un allarme particolare per gli agricoltori e la fauna nel contesto idrico.

“La preoccupazione è massima, tanto è vero che il presidente Zaia ha emesso da tempo un’ordinanza per la riduzione dei consumi dell’acqua. Anche in quell’ambito il mio collega dell’agricoltura Caner sta facendo un piano della raccolta dell’acqua quando l’acqua c’è. Per quanto riguarda l’Adige in particolare c’è quest’esigenza tra Trento e noi quando l’acqua è poca. Per ora non abbiamo riscontrato problemi per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico ma la preoccupazione per l’agricoltura ovviamente c’è. In questa fase i laghi sono stati riempiti e l’acqua verrà rilasciata gradualmente ma c’è la necessità di pioggia perché questo inverno ha nevicato poco e la siccità c’è. I problemi sono molti, d’altro canto i cambiamenti climatici ce l’avevano detto. Noi ereditiamo una situazione che non nasce ieri e stiamo correndo a 200 chilometri orari con vari piani di adattamento ma ormai la deriva che è partita ci sta portando a un’intensificazione o di secca o di fenomeni rilevanti con rischio esondazione”.

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