01/08/2021

IL CASO

"Intransigenza per chi non rispetta le regole, cercando di ingannare la collettività"

"Tra autovaccinazioni sospette di alcuni sanitari e green pass fasulli, il fenomeno dei no vax sta assumendo dimensioni pericolose"

Meningite, “2 anni per un vaccino”

21/07/2021 - 12:22

VENETO - “Il fenomeno dei no vax sta assumendo dimensioni pericolose, facendo un salto di qualità: tra autovaccinazioni sospette di alcuni sanitari e green pass fasulli, che si aggiungono alle minacce, sempre più aggressive e inquietanti. Per chi non rispetta le regole, cercando di ingannare la collettività, è necessario il pugno duro. Non è una questione soltanto sanitaria, ma anche civica. Libertà individuale non può essere sinonimo di irresponsabilità sociale: il Covid è una malattia trasmissibile, non personale, perciò è fondamentale vaccinarsi”. È quanto dichiara Anna Maria Bigon, consigliera regionale PD e vicepresidente della commissione Sanità, commentando gli ultimi episodi di cronaca in Veneto legati agli irriducibili no vax. 

“È una follia dire, come hanno fatto alcuni politici, che sotto i 40 anni deve essere una libera scelta. I nuovi focolai legati alla variante Delta stanno dilagando tra i più giovani, molti dei quali non hanno ancora ricevuto la propria dose e  Verona c’è un 20enne in terapia intensiva! È indispensabile insistere su informazione e sensibilizzazione: investiamo immediatamente la somma a bilancio per la campagna vaccinale per ribadire in modo chiaro ed evidente gli effetti della mancata somministrazione. Rischiamo una recessione incredibile, sanitaria ed economica; dobbiamo raggiungere l’immunità di gregge a settembre, prima dell’apertura delle scuole, un traguardo che purtroppo sembra sempre più lontano”.

La consigliera dem si sofferma poi sul caso specifico dei sanitari che rifiutano il vaccino: “L’ultimo monitoraggio delle Ulss parla di quasi 19mila persone non ancora coperte, sebbene nel totale sia compresa anche una quota non sanitaria; un numero ancora troppo alto. Prima della sospensione si valuti lo spostamento verso mansioni dove non sono a contatto con il pubblico, ma non deve esserci alcuna retromarcia sui provvedimenti disciplinari motivata dalla carenza di personale. Si aprano immediatamente concorsi e graduatorie, anziché cedere ai ricatti: ce n’è bisogno per il presente e anche per il futuro”.

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