31/07/2021

ADRIA

"Sì alla tolleranza, ma proteggiamo gli animali da una sofferenza inutile"

La mobilitazione di Gabriella Gibin, della tutela dei diritti degli animali, che salva un agnellino dalla macellazione

21/07/2021 - 16:38

ADRIA - Lui è il primo. Si gode l'ombra nel bagagliaio dell'auto, adagiato sulla lettiera e con a fianco il biberon. L'agnellino non saprà mai di averla scampata bella e che potrà crescere e seguire il ciclo naturale della propria vita in una oasi, grazie alla mobilitazione di Gabriella Gibin, presidente della Commissione provinciale per la tutela dei diritti degli animali. Dopo di lui, ricevuto in regalo dal macellatore stesso, ne arriveranno altri, acquistati da Gabriella e dagli altri attivisti per sottrarli alla futura macellazione. 

E' la storia di una mobilitazione rispettosa, fatta senza prevaricare i diritti degli altri e precisando sempre che l'attività contro la quale si sta prendendo posizione è, comunque, svolta nel pieno rispetto della legge. Infatti, la richiesta degli animalisti è quella di rendere più attuale e maggiormente rispettosa degli animali proprio la norma. Al centro di tutto, la disposizione che consente la celebrazione della "Festa del sacrificio", di origine islamica, e che consente, per tre giorni - domani sarà l'ultimo - la macellazione con sgozzamento degli animali, solo in alcuni macelli appositamente autorizzati. Tra questo, quello della zona di Cavanella Po, al centro delle cronache di questi giorni, proprio per il clamore suscitato dalla vicenda.

Polizia, polizia locale e carabinieri hanno presidiato la zona sin da martedì 20 luglio, ma tutto si è svolto senza tensioni. Ciò che gli animalisti chiedono è che anche in Italia venga adottata la disposizione, "presente in altri Paesi dell'Ue", spiega Gabriella , che pure consentono i tre giorni di deroga per la Festa del Sacrificio, secondo la quale gli animali, prima dello sgozzamento, debbono essere indotti in stato quasi soporoso, onde limitare al massimo la sofferenza.

"La nostra richiesta non ha nulla a che fare con razzismo - spiega Gabriella, coccolandosi il primo degli agnellini salvati - Noi siamo per la piena tolleranza, su questo non si transige. Semplicemente, chiediamo che anche il nostro Paese si adegui a una disposizione di legge che protegge gli animali da una sofferenza che riteniamo inutile". Ovviamente, chi ama gli animali non può approvare una pratica quale quella in corso in questi tre giorni a Cavanella, ma c'è la consapevolezza che, all'interno del macello, si sta svolgendo qualcosa di consentito dalla legge, non vi sono irregolarità in corso in altri termini.

Per ora, la mobilitazione ha consentito di portare a casa un primo risultato: tante piccole nuvolette bianche belanti - questo sembrano gli agnellini - non conosceranno la macellazione alla quale apparivano avviati prima o poi. Magari non è la soluzione definitiva, ma non è neppure poco. "Voglio ringraziare di cuore - spiega Gabriella - le persone che sono qui, volontarie e cittadini, che ci stanno supportando. Ringrazio Enrico Piva dell'associazione 'Sos Natura', perché appena abbiamo liberato il primo agnellino ci ha portato latte e biberon".

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