03/08/2021

I DATI

Polesine: l’economia trainata dall’export

La provincia di Rovigo è quella che registra i maggiori risultati in Veneto per le esportazioni nel 2020

L’export polesano spinge l’economia

12/07/2021 - 10:55

ROVIGO - L’export trascina l’economia del Polesine. La provincia di Rovigo, in Veneto, è quella che registra i maggiori risultati per quel che riguarda le esportazioni nel 2020 con un più 490 milioni di euro rispetto all’anno prima.

La capacità di esportazione delle imprese venete relativa al 2020 (pari a 59,8 miliardi di euro) segna una prevedibile flessione (-8,2%), ma il Veneto riesce a definire un risultato comunque migliore rispetto a quello nazionale (-9,7%). E’ quanto emerge dal rapporto stilato da Statistiche flash, il periodico dell’ufficio statistica della Regione, che ha misurato la dinamica delle esportazioni dei settori produttivi veneti, analizzando in particolare l’impatto della crisi pandemica sull’interscambio commerciale con l’estero nazionale e regionale.

Nel dettaglio, uno sguardo a livello territoriale permette di cogliere le differenze tra le singole province. Le maggiori flessioni del fatturato estero si registrano nelle province di Vicenza (-1,7 miliardi di euro rispetto al 2019), Padova (-1,3 miliardi), Treviso (-995 milioni e Belluno (-882 milioni) ai quali si contrappone il risultato positivo di Rovigo (+490 milioni), derivante essenzialmente dal commercio di medicinali e preparati farmaceutici. Flessioni più contenute, inferiori ai 500 milioni di euro, si registrano nelle province di Venezia e Verona. Nonostante la forte contrazione, Vicenza conferma la sua leadership in Veneto per capacità di export (con una quota che supera di poco il 28% dell’intero fatturato estero regionale, pari a 16,9 miliardi di euro), seguita da Treviso (21% del fatturato estero regionale), Verona (19%), Padova (15,4%).

I settori più penalizzati dagli effetti della pandemia sono quelli della meccanica strumentale (primo settore dell’export veneto, con 11,6 miliardi di euro nel 2020) che segna un -10,5%, pari a 1,4 miliardi di euro in meno rispetto al 2019, e che influenza negativamente anche comparto metallurgico, che registra una contrazione dell’8,2%.

Rilevante il calo del comparto moda, che pur restando il secondo settore dell’export veneto, vede una perdita dell’11,7% rispetto al 2019, fatturando quindi 9,5 miliardi di euro nel 2020. Battuta d’arresto anche per il comparto dell’occhialeria e delle apparecchiature mediche, che chiude il 2020 con un -23%, mentre l’agroalimentare dimostra una maggiore tenuta, limitando le perdite ad un -1,5% rispetto al 2019, pari a 7,1 miliardi di euro. In controtendenza il comparto chimico, con un +5,4% rispetto al 2019 (pari a 7,7 miliardi di euro), dovuto agli scambi di medicinali e preparati farmaceutici, cruciali nell’affrontare l’emergenza sanitaria.

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