20/10/2021

Psycodrummers

"Un anno e mezzo di stop: la prima esibizione una grande ricarica di energia"

Edoardo Rossetto, percussionista del gruppo Psycodrummers, racconta la sua esperienza al Mapei Stadium

Psycodrummers: “Emozionante, una grande energia”

22/05/2021 - 18:54

ROVIGO - Edoardo Rossetto, percussionista del gruppo Psycodrummers, racconta la sua esperienza di mercoledì sera al Mapei Stadium in finale di coppa Italia (Timvision Cup) tra Atalanta e Juventus, conclusasi con la vittoria dei bianconeri con gol decisivo realizzato da Federico Chiesa. Prima del calcio d’inizio, il gruppo polesano dei Psycodrummers è sceso in campo per la cerimonia inaugurale. Ad accogliere Edoardo e i suoi 10 compagni sono state l’ovazione e l’acclamazione del pubblico per il loro speciale spettacolo prepartita. La riapertura dello stadio del Sassuolo al pubblico è un altro segnale di un’Italia che volta pagina, che non vuole più chiudere ciò che vede pian piano riaprire. Mercoledì 19 erano presenti 4.300 tifosi, un numero pari al 20% della capienza, come stabilito dal Comitato tecnico scientifico. I brani del carismatico gruppo sono stati: una rivisitazione della canzone di Jovanotti “L’ombelico del mondo; una base musicale d’accompagnamento per il gruppo di ballerini Urban Theory e una base del brano di Woodkid “Run boy run”. A concludere l’esibizione, con un fantastico omaggio al tricolore, l’inno nazionale cantato da Annalisa.

Come è stato esibirsi in uno dei primi spettacoli con un numero così elevato di pubblico?

“Sicuramente emozionante - afferma Edoardo - era da un anno e mezzo che non suonavano e la prima esibizione è stata una grande ricarica di energia. Siamo stati protagonisti di una giornata importante non solo per lo sport, ma anche per tutto il mondo dello spettacolo. Sentire il grande applauso, il coro delle curve mi hanno fatto venire i brividi sulla pelle. All’inizio ero agitatissimo, ma appena uscito dai locali interni dello stadio mi sono sentito a mio agio.”

Quale è stata la vostra profilassi prima di accedere allo stadio del Sassuolo?

“Con il gruppo ci siamo recati sul posto due giorni prima per le prove generali, ma questo fuori dallo stadio. Il giorno 18 siamo stati sottoposti a tampone e abbiamo firmato alcune liberatorie. Inoltre, la costante misurazione della temperatura, l'uso delle mascherine e tutte le precauzioni del caso.”

Senti una responsabilità di essere stato uno dei primi artisti a ripartire con un pubblico così ampio?

“Sono contento del grande risultato raggiunto da questo evento, ma altresì consapevole della presenza di tanti artisti in attesa di ripartire. Un mondo, quello dello spettacolo, emarginato. Il calcio, a parte qualche rinvio nel marzo dello scorso anno, non si è quasi mai fermato ed ha avuto regolare svolgimento, mentre noi siamo stati per oltre un anno in panchina.”

Il giorno dopo questa esperienza?

“Si riprende con la vita di tutti i giorni, con la triste e amara consapevolezza che far parte del mondo dello spettacolo e vivere dei propri progetti sia sempre più difficile, quasi impossibile. Io e i miei compagni siamo tornati a casa con un grande entusiasmo e pronti per nuovi progetti e spettacoli. La nostra forza risiede nella passione del gruppo; siamo degli amici che dal 2014 creano musica grazie al feeling con le persone e con strumenti prodotti con materiale da riciclo”.

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