14/06/2021

Il caso

Zaia querela Balasso

Natalino Balasso lo annuncia sui sociale e incassa la solidarietà del Pd regionale

Zaia querela Balasso

ROVIGO - Luca Zaia denuncia il comico polesano Natalino Balasso. A dirlo è lo stesso Balasso, con un post affidato a Facebook. Balasso rivela di aver ricevuto la notifica (“solo ora”, ma risalente a mesi fa) del mandato dato dal governatore del Veneto ai propri avvocati per chiedere “al giudice di indagare su di me - dice Balasso - nel caso qualcosa che probabilmente ho detto e che però non so cos’è (nell’atto non lo dicono) abbia recato offesa a lui”. “Adesso io, che a differenza di Zaia non lavoro da un anno - commenta Balasso - devo mettermi a telefonare e a scrivere, insomma a perdere tempo, non per difendermi da qualcosa, ma solo per capire da cosa dovrei difendermi. Prima o poi lo verrò a sapere. Nel caso voleste dei soldi ve lo dico subito, sarò costretto ad accettare la galera, perciò niente soldi”.

Difficile dire quale potrebbero essere le frasi di Balasso che hanno suscitato l’ira di Zaia. Anche perché il comico polesano ha spesso preso di mira il governatore nei propri interventi (ad alto contenuto politico) sui social network. Questione autonomia, gestione dell’emergenza e molto altro sono finite più volte nel mirino dell’attore bassopolesano. Tra le altre cose, nel maggio 2020 aveva esaltato il microbiologo Andrea Crisanti, duro contro la politica dei tamponi del Veneto: “A volte però c’è chi non ha tornaconto politico, non deve leccarti il culo e non ha problemi a dire pubblicamente che sei un bugiardo”, aveva scritto Balasso.

Intanto il Pd regionale si schiera dalla parte di Natalino Balasso. “Nel Veneto - ha detto Andrea Zanoni - il dissenso sembra vietato: non c’è spazio né per il diritto di critica né per la satira. L’ultima vittima è Natalino Balasso che è stato querelato per qualcosa di cui il diretto interessato non è ancora a conoscenza. Tempo fa nel mirino di Zaia era finito ‘il Pojana’ Andrea Pennacchi, senza arrivare alla denuncia; speriamo che adesso non tocchi a Crozza”.

Lunedì Zanoni ha anche depositato un accesso agli atti riguardante proprio le delibere di giunta con le quali viene data l’autorizzazione a procedere in cause penali, civili e amministrative. “Voglio vederci chiaro e capire. Si tratta di ben 29 delibere, ognuna delle quali contiene più cause: un totale di ben 173, dal 20 ottobre 2020 a oggi. Il record di cause lo registra quella del 24 novembre con ben 10 soggetti citati, 9 in quella dello scorso 16 febbraio, 8 a testa nelle delibere 10 novembre e del 24 febbraio. Nelle delibere però manca il nome e il reato ipotizzato, ecco perché ho chiesto di sapere chi sono i bersagli del presidente Zaia. Una quantità che a memoria è ben sopra la media rispetto agli anni passati. Che sia indice di insofferenza verso ogni tipo di critica o dissenso derivate dal senso di onnipotenza per il 76% raggiunto alle ultime elezioni? Sono solidale con Natalino Balasso, artista comico che non risparmia nessuno, da destra a sinistra. Ma il quadro è più ampio: in questi mesi ci sono Aziende sanitarie che si sono rivolte alla magistratura per il reato di diffamazione nei confronti di alcuni giornalisti impegnati a descrivere la gestione della pandemia. Naturalmente criticare non vuol dire poter diffamare, ma ci sembra una solerzia davvero sorprendente”, ribadisce Zanoni.

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