09/05/2021

LE RESTRIZIONI

Coprifuoco, mezzo anno della nostra vita "andando a letto presto"

In questi sei mesi, poi, abbiamo imparato a fare i conti con i “colori” che scandiscono il ritmo delle restrizioni a cui attenersi

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ROVIGO - Alzi la mano chi si ricorda, precisamente, da quanto stiamo facendo i conti con queste restrizioni. Domanda a bruciapelo: l’estate scorsa il coprifuoco era in vigore o no? Se non ve lo ricordate non temete: non avete problemi di memoria. E’ che orientarsi nel guazzabuglio di decreti e ordinanze che da ormai 14 mesi scandiscono la nostra vita è complicatissimo: ricordarseli, e per di più in ordine cronologico, è pura utopia.

E allora, eccovi un breve riassunto. Il coprifuoco, che impone di restare in casa tra le 22 e le 5 del mattino, è in vigore no stop da ormai cinque mesi e mezzo (e vi resterà anche dopo il 26 aprile: così ha messo in chiaro, ieri il governo). Insomma, come in “C’era una volta in America”, possiamo dire di aver passato almeno mezz’anno della nostra vita andando a letto presto.

Il coprifuoco, infatti, è stato istituito per la prima volta con il decreto (c’era ancora Conte...) del 4 novembre scorso. Da allora, la misura non è mai stata sospesa: anzi, è persino stata rafforzata in occasioni particolari, come la notte di Capodanno, quando il divieto di uscire è stato allungato alle sette del mattino.

E ancora, è addirittura dal 26 ottobre scorso (e dunque una settimana prima dell’entrata in vigore del coprifuoco) che non ci possiamo concedere una cena al ristorante o un aperitivo al bar degno di questo nome. Quel giorno di quasi sei mesi fa, infatti, è entrato in vigore il divieto per i locali di tenere aperto oltre le 18: da allora, il divieto non è mai stato modificato. Il 26 aprile, quando si potrà tornare a mangiare al ristorante alla sera, saranno passati sei mesi esatti.

In questi sei mesi, poi, abbiamo imparato a fare i conti con i “colori” che scandiscono il ritmo delle restrizioni a cui attenersi. E da allora, il Veneto ha attraversato tutto l’arcobaleno dei divieti. A lungo, appena entrato in vigore questo metodo di classificare le regioni, a novembre, siamo rimasti in zona gialla, con bar e ristoranti aperti (fino alle 18) e libertà di circolazione. A dicembre (chi se lo ricorda?) è arrivata la zona “gialla plus” inventata da Luca Zaia, deciso a dare un giro di vite rispetto a quanto stabilito dal governo: in particolare, l’ordinanza regionale vietava di uscire dai confini del proprio Comune di residenza dopo le 14.

Poi, da Natale, il lungo periodo dei divieti, con tutta Italia che ha dovuto fare i conti con i giorni “rossi” e quelli “arancioni”: un periodo, però, che ha avuto come preludio il tre giorni compresi tra lunedì 21 e mercoledì 23 quando c’è stato un vero e proprio assalto “all’ultimo spritz”, con i locali pieni ovunque (e poi ci chiediamo perché i contagi sono aumentati...).

Dopo le restrizioni natalizie (e il “buco giallo” del 7 e 8 gennaio, quando per sole 48 ore si è potuti tornare a una vita quasi normale) il Veneto ha proseguito il proprio pellegrinaggio in zona arancione fino a febbraio. La nuova zona gialla è durata fino a lunedì 8 marzo: da allora, siamo in arancione e vi resteremo, a quanto pare, fino a lunedì 26 aprile: 48 lunghi giorni prima di tornare a respirare un po’ di libertà. Già, ma stavolta quanto durerà?

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