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EMERGENZA COVID

"Chi si fa vaccinare all’estero, preferisca quelli validati a livello europeo"

Francesco Noce commenta il caso dell’imprenditore veronese che è andato a vaccinarsi a Belgrado

Francesco Noce è ancora presidente del Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri

Francesco Noce

ROVIGO - Il caso dell’imprenditore veronese e della compagna, che sono andati a Belgrado per farsi vaccinare, ha certamente una avuto grande eco, anche mediatica. Al punto che probabilmente già in molti, pure tra i polesani, stanno pensando che questa può essere una soluzione alla portata, vista la penuria di vaccini in Italia e il rallentamento nel farli. Ma è la strada giusta? E, soprattutto, è sicura? Il 53enne della provincia scaligera ha spiegato come ha realizzato questo “viaggio della vaccinazione” in Serbia insieme alla compagna. Non è stato difficile: si è prenotato online, è salito in auto con la sua fidanzata ed è andato dritto fino a Belgrado. 885 chilometri in meno di 10 ore per farsi vaccinare. La vaccinazione è gratis, basta compilare il modulo messo a disposizione dalle autorità sanitarie serbe e si può tranquillamente scegliere quale vaccino fare: appena la dose è disponibile si viene contattati con un sms e una mail in cui mi spiega dove ci si deve recare. Una grande organizzazione, le vaccinazioni si svolgono con grande efficienza, in una struttura sanitaria pubblica.

Ma a questo punto è lecito chiedersi se la scelta di andare all’estero possa essere o meno rischiosa, considerando che ci si reca in un sistema sanitario straniero, magari anche con difficoltà collegate alla comprensione della lingua. Ne abbiamo parlato con Francesco Noce, presidente dell’ordine dei medici e chirurghi del Polesine e del Veneto. “La pandemia è globale e si deve cercare di contrastarla in tutto il mondo, in ogni Paese - premette Francesco Noce - anche perché c’è il rischio che si sviluppino le varianti, quindi va bene una battaglia globale al virus. Anche per questo l’Europa ha dato dosi di vaccino ad altri Paesi che magari non ne avevano a sufficienza. Anche in Arabia Saudita fanno come in Serbia, con vaccinazioni gratis”.

Nel caso dell’imprenditore veronese che è andato a vaccinarsi a Belgrado, non ci sono rischi - spiega il presidente dell’ordine dei medici - sempre che si tratti di vaccini prodotti dalla casa madre. In ogni caso, l’imprenditore, essendosi vaccinato con Astrazeneca, ha avuto uno dei vaccini validati dall’Ema, l’agenzia europea per i medicinali, ovvero uno dei tre, insieme a Pfizer e Moderna, che hanno avuto l’approvazione e con cui si vaccina anche in Italia. Dunque, è bene, per chi decide di vaccinarsi all’estero, preferire quelli validati a livello europeo. Peraltro, Ema a breve valuterà anche lo Sputnik. Credo sia meglio avere più vaccini a disposizione, sempre a patto che siano efficaci e sicuri. Avere più vaccini significa raggiungere prima l’immunità di gregge, perché si possono vaccinare più persone. In ogni caso, per vaccini diversi dai tre approvati dall’Europa, ovvero Astrazeneca, Pfizer e Moderna, è meglio aspettare che ci sia l’ok dell’Ema”.

Francesco Noce parla poi della campagna vaccinale italiana. “Speriamo arrivino presto altri vaccini, altre dosi, perché adesso sono poche. E speriamo che arrivi anche il vaccino italiano. Prima ci si vaccina, prima si esce da questo incubo della pandemia. In Italia, purtroppo, c’è stato un rallentamento nelle vaccinazioni. L’obiettivo, come ha detto il commissario straordinario per l’emergenza epidemiologica, Francesco Paolo Figliuolo, è effettuare 500mila vaccinazioni al giorno, o anche di più”, ha concluso il presidente dell’ordine.

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