03/08/2021

La polemica

Armi ai vigili, scontro tra sindacato e Gaffeo

Il "no" del sindaco alla richiesta del sindacato Diccap-Sulp di Rovigo esaspera gli animi e scatena i consiglieri di minoranza Rossini e Aretusini

Armi ai vigili, scontro tra sindacato e Gaffeo

28/03/2021 - 11:48

ROVIGO – Armi alla Polizia locale di Rovigo: la polemica tra il sindacato di polizia Diccap-Sulp di Rovigo e il sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo, non si placa. Il referente del sindacato, Mirco Gennari, dopo la recente rapina alla tabaccheria di viale Regina Margherita, lo stalker trovato in possesso di armi da taglio e nella vicina campagna ferrarese, l’omicidio di due persone a colpi di fucile, aveva chiesto la possibilità di fornire le armi alla Polizia locale di Rovigo, inoltrando una richiesta formale. “A tutela della sicurezza del personale del corpo, e al fine di garantire alla cittadinanza un servizio di Polizia locale in linea con gli standard diffusi nel resto del Paese – scrive Gennari – visto che Rovigo risulta uno dei pochissimi capoluoghi di provincia la cui Polizia locale è ancora disarmata, abbiamo provveduto ad inoltrare formale richiesta, al sindaco e al comandante della Polizia locale di dare applicazione al vigente articolo 35 del Regolamento speciale per il Corpo dei Vigili Urbani di Rovigo”. Ovvero che vengano dotati di un’arma.

Il “no” del sindaco Gaffeo, però, è stato perentorio. Il primo cittadino spiega che “ci sono delle procedure che vanno seguite. In particolare, è necessario arrivare al terzo turno, ovvero quello del servizio serale e notturno, per il quale la legge prevede che la Polizia locale sia dotata delle armi. Stiamo facendo tutte le nostre valutazioni e, soprattutto, stiamo lavorando per riuscire a rafforzare il personale della Polizia locale. Ma siamo sotto organico e al momento il terzo turno è impossibile da fare. Le cose devono essere fatte nel modo corretto”. “Mancano venti persone in organico, non certo per mancanza di volontà di assumere, ma per i limiti del bilancio - continua il sindaco - al momento non ci sono le condizioni”. Infine Gaffeo sottolinea che “servono oltretutto un addestramento, una preparazione, una formazione per l’uso dell’arma”.

Sulla vicenda si erano espressi anche i consiglieri di minoranza Antonio Rossini e Michele Aretusini. “La politica di sinistra di questo Comune deve liberarsi di certi preconcetti ideologici e comprendere che anche a Rovigo chi porta una divisa espone la propria incolumità a concreti pericoli, anche della propria vita – le parole di Rossini - in merito alla vicenda delle armi già approvvigionate per gli operatori di polizia e non ancora utilizzate dopo tre anni,  si pone una seria riflessione a tutela del diritto degli agenti di lavorare in sicurezza attraverso la possibilità di utilizzare in servizio una pistola, come avviene senza problemi in altre realtà di capoluoghi di provincia a noi vicini,  anche in Comuni governati dal centrosinistra. A maggior ragione non si può accettare questa impuntatura del sindaco che dopo due anni del suo mandato  continua a sorvolare sulla questione e nemmeno si preoccupa ad organizzare corsi di formazione per l’uso delle pistole da parte dei vigili, perché politicamente ostaggio di parte della sua maggioranza di sinistra più estremista”.

Parla invece di “ipocrisia sulla pelle degli altri, esasperazioni di principi  ideologici, di un astratto pacifismo, avulso dalla realtà del 2021, prese di posizione che sono molto facili da fare, se poi la vita la  rischiano gli altri, inviati a fare servizio su strada o di controllo  del territorio disarmati, mentre, nella loro torre d'avorio, il  sindaco e la sua giunta giocano a fare le anime belle e pure” il collega Aretusini. “Gaffeo e la sua squadra tergiversano – conclude Aretusini - non prendono una posizione chiara, facendo mezze dichiarazioni. Una condotta rispettosa della nostra  polizia locale imporrebbe chiarezza: o si danno le armi, oppure si  dice chiaramente alla Prefettura, alla questura, a chi di dovere, che  la nostra polizia locale non venga considerata per determinati servizi, perché non c'è alcuna intenzione di dotare il personale dei  dispositivi necessari, che qualunque altra forza dell'ordine ha”.

Mirco Gennari del sindacato Diccap-Sulp Rovigo, infine, sul “no” di Gaffeo ha replicato: “Nutrivamo francamente pochi dubbi in merito all’eventuale risposta del sindaco Gaffeo alle istanze della Polizia Locale, ed eravamo certi in un niet ideologico all’idea di parificare finalmente il corpo nelle dotazioni di sicurezza, non diciamo agli Incursori, ma almeno a quelle qualsiasi altro agente di Polizia locale in servizio lungo la Penisola, ma ci saremo aspettati una risposta sul merito, capace di smontare, giuridicamente parlando, la nostra richiesta ufficiale, formulata sulla base della normativa vigente, che anche il Comune di Rovigo e i suoi funzionari sono tenuti a rispettare, e in merito alla quale pretendiamo una risposta altrettanto ufficiale, basata sull’applicazione delle norme e non su eventuali interpretazioni ideologiche”.

“E tornando a parlare di norme, ci permettiamo di consigliare al sindaco di leggerle integralmente, e non soltanto nelle parti di suo gradimento, perché la stessa norma che indica il servizio notturno come da svolgere obbligatoriamente con la dotazione dell’armamento – prosegue Gennari - e che il sindaco fa intendere di voler rispettare, indica come anche altri servizi, tra cui i servizi esterni di vigilanza e quelli di pronto intervento, quotidianamente svolti dal Corpo, lo siano, e con tutta la buona volontà, non siamo stati in grado di capire in base a quale facoltà possa egli decidere quali norme rispettare e quali no, perché, in uno stato di diritto, le leggi vanno rispettate tutte, anche quelle che non sono di proprio gradimento”.

 

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